Vaccini antinfluenzali, i medici di famiglia in prima linea: oltre 40mila dosi già somministrate

Vaccini antinfluenzali, i medici di famiglia in prima linea: oltre 40mila dosi già somministrate
di Federica Lupino
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Lunedì 5 Dicembre 2022, 06:00 - Ultimo aggiornamento: 19:51

"La medicina territoriale conferma il suo ruolo cruciale: senza di noi le campagne vaccinali non vanno avanti”. Michele Fiore, segretario provinciale della Fimmg, il sindacato dei medici di base, dà i numeri: i dati aggiornati a fine novembre parlano di 40.614 vaccinazioni contro l’influenza effettuate nei loro ambulatori e 1.655 dai pediatri di libera scelta. Per avere un’idea, quelli che nello stesso lasso di tempo – ovvero dal primo ottobre, giorno di inizio delle somministrazioni, al termine dello scorso mese – sono stati effettuati nelle farmacie della Tuscia ammontano a 222. “Una sproporzione enorme. La verità – commenta Fiore – è che, seppur il nostro ruolo spesso venga bistrattato, le persone si affidano a noi perché di noi si fidano. Il gradimento nei nostri confronti è costante. Inoltre, c’è da considerare anche i costi: i medici dei centri vaccinali, che incidono in minima parte sulle campagne vaccinali, costano molto più di quelli di medicina generali ai quali la Regione riconosce solo una quota a mo’ di rimborso”.

I numeri, si diceva. A livello regionale, sono circa 793.664 (su un totale di 851.665) le vaccinazioni effettuate da medici di famiglia e pediatri di libera scelta alla data del 27 novembre, dopo cioè circa due mesi dall’avvio della campagna vaccinale. Per la precisione, i primi hanno somministrato 758.145 dosi, i secondi 35,519. Significa che il 93% dei cittadini che ha aderito alla campagna lo ha fatto affidandosi al proprio medico di base.

“Numeri importanti che restituiscono una ottima adesione alla campagna. C’è da considerare – prosegue il segretario della Fimmg provinciale – che nella popolazione viterbese con più di 65 anni i medici di base hanno già vaccinato più del 71% dei pazienti. Sono impegnati tutti i 199 colleghi presenti nella Tuscia, che registrano anche i dati per monitorarne l’andamento”. Intanto, il picco dell’influenza è atteso tra metà dicembre e metà gennaio. I sintomi? “Non particolarmente gravi e per lo più sovrapponibili all’infezione da Covid. Oltre alla classica febbre – spiega – mialgia e problemi gastro-intestinali. Sempre da tenere d’occhio, però, i pazienti particolarmente fragili”.

In ballo c’è anche l’accordo integrativo per la Medicina generale della Regione Lazio, presentato due settimane fa all’assessore alla Sanità Alessio D’Amato. La proposta del sindacato più rappresentativo della categoria - la Fimmg, appunto - è quella di creare le Aft, le aggregazioni funzionali territoriali, tarate su almeno 30mila abitanti e con prestazioni di diagnostica di primo livello, operative con modalità diverse 24 ore su 24. “Siamo consapevoli che in mezzo ci sono le elezioni. Il nostro progetto ha incontrato il favore della Regione. Vedremo se si passerà ai fatti con la sua approvazione”, conclude Fiore.

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