Unitus e Viterbese insieme per combattere le frodi sul materiale sportivo. «Progetto innovativo»

Mercoledì 27 Gennaio 2021 di Marco Gobattoni
Unitus e Viterbese insieme per combattere le frodi sul materiale sportivo. «Progetto innovativo»

Professor Calabrò, nei giorni scorsi Viterbese e Cintest Università della Tuscia hanno stipulato un accordo quadro di collaborazione: ci spiega nel dettaglio di cosa si tratta?

 

L’accordo verte sull’utilizzo della tecnologia blockchain per monitorare il merchandising della U.S. Viterbese. Grazie ad essa, è infatti possibile tracciare in modo rapido, sicuro e al contempo economico ogni operazione di compravendita, evitando così gli sprechi e limitando il fenomeno della vendita di materiale contraffatto. Inoltre, l’iniziativa è inquadrata in un progetto più ampio di gestione societaria, che prevede l’impiego della blockchain nel controllo di molti altri aspetti importanti del managing del club, come per esempio la vendita dei biglietti delle partite, gli accessi allo stadio e l’affitto degli spazi pubblicitari.

 

Il punto cruciale del progetto di ricerca e sviluppo “Technical Material Analysis” prevede la possibilità, attraverso un algoritmo, di tracciare in maniera univoca il materiale tecnico dei club e non solo: ci spiega come funziona il tracciamento?

 

Possiamo immaginare una blockchain come un registro sequenziale di tutte le operazioni effettuate in un determinato contesto: ogniqualvolta viene effettuata un’operazione, questa si va ad aggiungere automaticamente e in modo praticamente istantaneo alle precedenti, come un nuovo “blocco” all’interno di una “catena” di blocchi. La peculiarità di questo registro consiste nel fatto di non essere centralizzato, come normalmente avviene, ma distribuito tra tutti coloro che prendono parte alle operazioni. Ciò consente di tenere traccia di ogni transazione e che queste siano completamente trasparenti, ma apre il problema di come garantirne la validità. E qui entra in gioco quello che è il cuore del funzionamento della blockchain, ovvero una serie di protocolli informatici che coinvolgono contemporaneamente ogni utente nella catena e che vanno a sostituirsi alla presenza di un ente terzo certificatore, essendo in grado di controllare in modo automatico se una transazione è legale o no.

Oltre a garantire contemporaneamente tracciabilità e validità delle transazioni, la blockchain offre una serie di altri vantaggi indubbi. Tra di essi spiccano la rapidità di esecuzione e l’abbattimento dei costi, tipici benefici dell’utilizzo dell’informatica in ambito gestionale, e la sicurezza contro attacchi esterni, assicurata dalla replicazione del registro delle operazioni sul computer di ogni partecipante alla blockchain, che rende necessario un attacco contemporaneo ad almeno la metà più uno dei partecipanti, invece che a un singolo terminale.

 

Il merchandising delle società di calcio, rappresenta una fetta fondamentale degli introiti dei club: quando pesa nei numeri la contraffazione del materiale sportivo e non solo?

 

La contraffazione del merchandising rappresenta una vera e propria piaga per le società calcistiche. Basti pensare che in Italia, negli ultimi due anni, la Guardia di Finanza ha sequestrato circa 4,5 milioni di articoli sportivi contraffatti, che arrivano a costare fino a 10 milioni annui di mancati introiti per ciascuno dei grandi club del calcio nazionale. A livello europeo, le perdite globali del settore ammontano a circa 500 milioni l’anno, equivalenti a circa il 6,5% del totale delle vendite. Perdite che, peraltro, impattano sull’occupazione con una diminuzione di posti di lavoro di circa 2800 unità. Se si considera inoltre che i ricavi del merchandising di uno dei “top 20” club ammontano mediamente a circa il 40% del fatturato, è facile capire quanto sia di vitale importanza arginare questo spiacevole fenomeno. Tutti dati gentilmente fornitici dalla U.S. Viterbese.

 

Con l’avvento di Internet e l’aumento esponenziale degli affari on-line si è creato un sottobosco di vendite di materiale sportivo contraffatto difficilmente arginabile: il vostro progetto mira anche a disinnescare e tracciare questo tipo di transazioni che sfuggono al normale controllo?

 

La semplificazione del processo di vendita e di acquisto, introdotta dall’avvento del mercato on-line porta purtroppo con sé, insieme agli evidenti vantaggi, anche una serie di problematiche intrinseche, legate in particolar modo alla difficoltà di tracciare le vendite e di garantire la loro validità. Il nostro progetto va a incidere proprio questi due aspetti, creando un meccanismo di compravendita sicuro e trasparente, dove ogni transazione viene certificata in modo imparziale, mediante l’utilizzo di un algoritmo informatico condiviso da ogni utente, e rimane indelebilmente annotata in un registro visibile a tutti, così da permettere l’individuazione immediata del materiale contraffatto e di chi lo ha venduto.

 

Questo progetto può essere supportato e fatto proprio anche dagli enti istituzionali dello sport: vi hanno contattato?

 

Il progetto ha innanzitutto attirato l’attenzione di altri club calcistici, proprio in virtù della portata del fenomeno della contraffazione. Ma immaginiamo che a breve possa ricevere l’interesse anche degli enti istituzionali del mondo dello sport, grazie alle sue potenzialità in materia di gestione. Si pensi per esempio che, insieme al Dipartimento di Studi Linguistico-letterari, Storico-filosofici e Giuridici (DISTU) dell’Università della Tuscia, abbiamo già ideato un progetto sull’amministrazione e il controllo degli interventi resisi necessari a seguito dell’emergenza covid-19, mediante l’utilizzo di una blockchain, e sottoposto a valutazione ministeriale.

 

Quanto ha inciso l’avvento della pandemia nel fenomeno della contraffazione dei marchi sportivi?

 

Sicuramente la mancanza di introiti di altro tipo (biglietti delle partite, spazi pubblicitari allo stadio ecc.), che si è venuta a creare a seguito delle restrizioni imposte dalla pandemia, ha fatto sì che il peso del merchandising sul fatturato aumentasse considerevolmente, specialmente per i club più piccoli, che non possono contare, per esempio, sui diritti televisivi. Da cui il maggior peso del fenomeno della contraffazione. Inoltre, l’aumento esponenziale delle vendite on-line ha acuito il problema, richiedendo con maggiore urgenza interventi di mitigazione. Ed è proprio sul terreno dell’informatica e di internet che abbiamo deciso di combattere la vendita del materiale sportivo contraffatto, per poter continuare a garantire tutti i vantaggi del mercato on-line, senza perdere terreno in termini di sicurezza e affidabilità.

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