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Ucraini in piazza: "La Nato intervenga. I nostri fratelli, amici e padri stanno morendo"

Ucraini in piazza, a Viterbo, contro l'invasione russa
di Diego Galli
3 Minuti di Lettura
Domenica 27 Febbraio 2022, 06:05 - Ultimo aggiornamento: 15:10

Voci spezzate, a piazza della Repubblica, nel corso della manifestazione organizzata ieri tra il Tavolo della Pace e la comunità ucraina locale, per chiedere alla Russia di interrompere l'invasione in Ucraina. Moltissimi i presenti, soprattutto mamme e sorelle di giovani soldati che in questo momento stanno difendendo il loro Paese.

"La guerra è quando chiamo mia madre e sento di sottofondo i bombardamenti. La guerra è quando chiamo i miei amici che sono ancora a Kiev e mi dicono di non volere venire via, perché quella è casa loro". I racconti dei presenti, le testimonianze spezzate da pianti, lacrime e cori hanno colmato il silenzio della piazza, dove i colori di Viterbo e dell'Ucraina, il giallo e il blu, si sono abbracciati per farsi forza. "Chiediamo alla Nato di intervenire e di aiutarci nello spazio aereo - è stato l'appello di un'altra manifestante - a terra non abbiamo bisogno di nessuno, possiamo cavarcela da soli".

Tutti i presenti, a turno, hanno voluto ribadire la loro gratitudine alla vicinanza dei viterbesi e degli italiani in generale per la vicinanza sempre dimostrata. Allo stesso modo, il risentimento verso il leader russo è stato palpabile, ben rappresentato dai tanti manifesti, cartelloni e bandiere. “Dovete aiutarci – hanno continuato – perché oggi è l’Ucraina a essere attaccata, domani sarà l’Europa, perché Vladimir Putin non vuole fermarmi. Dovete permettere al nostro Paese di entrare nella Nato, in Europa, perché ora siamo il vostro scudo”.

Tra gli organizzatori della manifestazione, Chiara De Carolis, rappresentante del Tavolo della Pace e della Casa dei diritti sociali della Tuscia. “Follia è questa guerra e follia è spendere miliardi di euro, ogni anno, per aumentare le nostre forze militari, alimentando questi conflitti mentre milioni di persone muoiono di fame – ha dichiarato – Per questo chiediamo il cessate il fuoco immediato tra le due nazioni. Donne, uomini e bambini fuggono in questo momento dalle loro case, in tutto il mondo, portando con loro lo stretto indispensabile. Tuttavia, l'Europa non le fa entrare, chiude loro le porte in faccia. Anche l’esistenza stessa della Nato è una follia, un’organizzazione che annualmente investe migliaia di miliardi di euro in armi". Tali parole, tuttavia, non hanno potuto che creare una spaccatura nella manifestazione, con gli ucraini esplicitamente contrari ad abbandonare le armi dinnanzi all’invasione di quello che è stato definito “un tiranno” e “un folle”. A ribadire come l’intervento militare della Nato è stata anche la stessa rappresentante della comunità ucraina locale, Oksana Chyzhovych.

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