Telefonate clandestine dalla cella, otto detenuti a processo

Mammagialla
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Sabato 2 Ottobre 2021, 06:20 - Ultimo aggiornamento: 16:40

Telefonate clandestine dalla cella, 8 detenuti nei guai. A novembre 2020, al termine di una mirata ispezione, da un cubicolo di Mammagialla saltò fuori uno smartphone Melrose, noto per essere il più piccolo telefono al mondo. Un marchingegno di tecnologia che può nascondersi ovunque e passare inosservato. Il piccolo oggetto però non è sfuggito alla polizia penitenziaria che a colpo sicuro è andata a prendersi il telefono proibito. L’ispezione è arrivata al termine di una indagine che ha riguardato proprio l’uso disinvolto del telefono, che tra le mura carcerarie è severamente proibito. L’indagine, coordinata dalla sostituto procuratore Paola Conti, ha portato alla sbarra tutti coloro che per un breve tempo sono riusciti a chiamare mamme e fidanzate. Come fossero semplicemente lontani per un soggiorno alternativo.

Tra gli 8 imputati - 3 italiani, un macedone e 4 albanesi - c’è anche una vecchia conoscenza della giustizia viterbese. A fare telefonate a padre, fratello e fidanzata sarebbe stato anche Michele Montalbotti, il 21enne condannato a otto anni e otto mesi di reclusione in primo grado, con lo sconto di un terzo della pena previsto dal rito abbreviato, lo scorso 11 settembre, per il tentato omicidio di Giovanni Maria Faina. Montalbotti avrebbe utilizzato il telefono in uso e possesso al trentenne albanese Roland Bushi, rinchiuso nella casa circondariale di Viterbo per aver ucciso Aliona Oleinic, 33enne moldava accoltellata undici volte nel cortile della sua abitazione, a Francavilla al Mare, il 3 settembre del 2019. Tutti e 8 gli imputati sono accusati di accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione da parte di soggetti detenuti. Il processo inizierà il 10 gennaio 2023 davanti al giudice Roberto Colonnello.

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