Talete, l'intero fatturato basta a coprire solo i costi dell'energia: passivo di 10 milioni e finanza negli uffici

Talete, l'intero fatturato basta a coprire solo i costi dell'energia: passivo di 10 milioni e finanza negli uffici
di Massimo Chiaravalli
3 Minuti di Lettura
Mercoledì 5 Ottobre 2022, 05:10 - Ultimo aggiornamento: 15:03

La due diligence? Con l’aumento delle bollette è già preistoria. E a proposito: spalmate sull’anno fanno 36 milioni di euro, quando il fatturato ammonta a 40. Significa che per tutto il resto - fornitori, interventi, dipendenti - restano le briciole. Talete: la situazione è critica. Come se non bastasse, negli uffici della spa si è piazzata la Guardia di finanza ormai da un po’. Oggi la società è al centro di un consiglio straordinario, ieri lo è stata dell’assemblea dei soci, dove l’amministratore Salvatore Genova ha bombardato l’azione politica della sindaca Chiara Frontini, così come il presidente della Provincia Alessandro Romoli e il vice Pietro Nocchi. Una tris di toni pesantissimi sulla decisione del ricorso.

Ecco cosa succederà nell’immediato: tra due, massimo tre settimane Genova presenterà un piano di razionalizzazione dei debiti, la proposta di entrare nel mercato di salvaguardia e soprattutto un piano di ristrutturazione. Ma sono i toni di ieri, da dentro o fuori, a mettere tutti in riga. «I soci devono prendere contezza con responsabilità di una situazione nuova rispetto alle risultanze di una due diligence ferma al 31-12-2021. Non è più tempo di giocare politicamente sulle sorti della vostra società. Convocherò un’assemblea da qui a due, massimo tre settimane in cui vi chiederò di ratificare un impegno. Se c’è un pool di esperti gli apro le porte».

Prima stoccata alla Frontini, la cui giunta lunedì ha deliberato di servirsene per un importo di oltre 45 mila euro. Le bollette: «Sono arrivate quelle di luglio e agosto: gli avvocati ci hanno scritto ha detto Genova - abbiamo cercato di prendere tempo, sono 4,9 milioni che non possiamo saldare, a fronte di pagamenti a bilancio di 5-600 mila euro al mese. Dobbiamo passare al mercato della salvaguardia». Talete non può scaricare tutto sulla tariffa, «porteremo la proposta di un aumento massimo dell’8,45 per cento. Su un fatturato di 40 milioni ammonta a meno di 3,5, poco più del costo di un mese di energia. Significa che i soci devono anticipare i soldi».

Frontini ha chiesto se esistono alternative, ma le risposte non sono state tenere. Nocchi: «Ci siamo presi la responsabilità di aumentare la tariffa per anni per dare la possibilità anche al Comune di Viterbo di far uscire acqua dai rubinetti e consentire ai dipendenti di lavorare. Adesso basta, si stanno facendo capricci. L’alternativa è dividere 36 milioni in base alle quote e pagare noi Comuni. Oppure fallisce e paghiamo i debiti».

La seconda di Romoli: «A forza di giocare qualcuno ci sbatte il muso pesantemente. Talete è in predissesto finanziario e stiamo qui a parlare di pool di esperti. Via i ricorsi, se no poi non ci saranno i soldi per pagare i dipendenti. Non voglio essere compromesso in condotte pazzesche». La passività è di 10 milioni e «il piano - ha concluso Genova - serve solo a prolungare la vita della società».

© RIPRODUZIONE RISERVATA