Talete, ecco chi è Biagio Eramo, il nuovo amministratore. Stampa sbattuta fuori

Giovedì 25 Febbraio 2021 di Massimo Chiaravalli
Talete, ecco chi è Biagio Eramo, il nuovo amministratore. Stampa sbattuta fuori

L’assemblea dei sindaci ha deciso che a guidare Talete, la spa pubblica dell’acqua nell’Ato Vt1, sarà un amministratore unico. Addio quindi al consiglio di amministrazione a tre. E la scelta è ricaduta su un ingegnere romano, già ai vertici di Ama e Acea: Biagio Eramo. Una decisione che ha richiesto tempo, visto che ieri mattina è stato necessario un rinvio al pomeriggio per divergenze con il sindaco di Tarquinia, Alessandro Giulivi.

Alla fine la scelta dell’amministratore unico è stata votata positivamente da 24 Comuni, con un astenuto. Stesso numero di sì, ma due astensioni, sul nome di Eramo. Ce n’erano solo altri due in ballo, passati al vaglio del comitato ristretto dei sindaci e ritenuti idonei: Michela Ticciati, responsabile dell’Acquedotto del Fiora, e Sergio Rossi, architetto anche lui nell’Acquedotto del Fiora.

Se il cerchio non si è chiuso in mattinata è perché Giulivi non aveva neanche avuto la possibilità di conoscere i nomi per poter decidere. Così i curricula sono stati inviati a tutti i sindaci e la riunione si è aggiornata al pomeriggio. E a questo punto la pratica è stata sbrigata in mezz’ora, intorno alle 17. Il nuovo amministratore prende il posto del presidente Andrea Bossola, dimissionario insieme al resto del cda, ovvero Giuseppe Fraticelli e Antonella Stella.

Questo il dna della nuova guida di Talete. Romano, alla soglia dei 62 anni, Eramo vanta una laurea in ingegneria idraulica, ha collaborato con le università La Sapienza e Tor Vergata, è stato amministratore delegato di Ama, la spa che gestisce i rifiuti della Capitale, e per anni ai vertici di Acea, ancora nell’ambito delle acque. Vanta inoltre numerose pubblicazioni, dagli impianti di depurazione agli acquedotti. «E’ andato tutto abbastanza liscio. Dopo la votazione dell’amministratore – dice il sindaco Giovanni Arena - si è deciso di rimandare gli altri punti all’ordine del giorno, ovvero il compenso e la due diligence. Ho chiesto che quest’ultima venga messa al primo punto della prossima riunione, da svolgere entro 10 giorni».

Un’uscita non proprio in grande stile, quella di Bossola, che ha presieduto la riunione: ha voluto sbattere fuori da zoom la stampa. Sedute non pubbliche, questa la giustificazione. L’esatto contrario di prima del coronavirus. Della serie, come perdersi in un bicchiere d’acqua.

Ultimo aggiornamento: 16:12 © RIPRODUZIONE RISERVATA