Stadio Rocchi, scendono in campo i tifosi. Le mosse delle precedenti amministrazioni comunali

Stadio Rocchi, scendono in campo i tifosi. Le mosse delle precedenti amministrazioni comunali
di Paolo Graziotti
3 Minuti di Lettura
Venerdì 24 Novembre 2023, 05:20

FC Viterbo e stadio Rocchi, sull’affidamento dell’impianto di via della Palazzina alla società gialloblù scende in campo la tifoseria. E lo fa con un comunicato congiunto. «Dobbiamo difendere il nostro futuro - si legge - la FC Viterbo questa domenica avrebbe dovuto giocare al Rocchi, nella nostra casa. Questa squadra gioca con una maglia che noi abbiamo ideato, con uno stemma che noi abbiamo realizzato ed è il risultato di un percorso che abbiamo appoggiato con fiducia».

Nella serata di mercoledì erano stati affissi fuori dallo stadio Enrico Rocchi anche degli striscioni dove si chiedeva l’affidamento dell’impianto alla FC Viterbo, che poi nella mattinata di ieri sono stati rimossi. «Domenica saremo tutti a Vignanello - conclude il comunicato - per dimostrare che la FC Viterbo è l’unica squadra che può rappresentare la nostra città e pretendiamo che giochi a casa nostra, al Rocchi! Lo faremo per noi, per la città, per chi non c’è più e per urlare al cielo che Viterbo siamo noi! Fino alla vittoria, avanti Viterbesi!». L’inizio della partita di domenica prossima allo stadio Tullio Stefanucci di Vignanello contro il Civitavecchia, in un derby tra le due piazze sempre molto sentito che torna dopo circa dieci anni, è stato posticipato alle 14,30.

Ma come si erano comportate le precedenti amministrazioni comunali davanti al problema di dover dare alla città una nuova squadra di calcio che la rappresentasse giocando allo stadio Rocchi? È il 7 luglio del 2004 quando la Viterbese non si iscrive al campionato di Serie C1 tra lo stupore generale.

Viterbo rischia di rimane senza calcio. L’allora sindaco Giancarlo Gabbianelli chiede di ammettere la neonata società Viterbo Calcio al campionato di Serie C2 grazie al Lodo Petrucci. Niente è scontato però perché l’allora la Lega Pro Mario respinge la richiesta.

Il Comune di Viterbo fa appello al Collegio di Garanzia del Coni, che ritiene legittima la richiesta e quindi ammette al campionato il Viterbo Calcio. La Lega Pro fa ricorso al Tar del Lazio, contro la decisione del Collegio di garanzia del Coni, il Tribunale regionale esclude di nuovo il Viterbo Calcio dal campionato. Non resta che il Consiglio di Stato, che a settembre ammette definitivamente il Viterbo Calcio al campionato di Serie C2 in sovrannumero. Dopo una battaglia legale durissima, il Viterbo inizia quindi il campionato anche se in ritardo.

Nel 2013 la Viterbese termina il campionato con tante difficoltà economiche e non si iscrive in Serie D. L’unica possibilità per salvare il calcio a Viterbo è l’arrivo di Piero Camilli, che nel frattempo ha guadagnato la promozione nel campionato di Eccellenza con la Castrense. Dopo la rinuncia alla convenzione per lo stadio Enrico Rocchi della vecchia società, l’allora sindaco Leonardo Michelini trova l’accordo con Piero Camilli per giocare nell’impianto di via della Palazzina, con la squadra che prenderà il nome di Viterbese Castrense.

© RIPRODUZIONE RISERVATA