Scuole, nella Tuscia rinvio delle lezioni per paura del Covid: cresce la lista dei Comuni interessati

Preoccupa l'aumento dei contagi in vista del ritorno sui banchi

Sanificazione a Caprarola
di Federica Lupino
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Mercoledì 5 Gennaio 2022, 06:10 - Ultimo aggiornamento: 6 Gennaio, 11:22

Dei 634 ultimi positivi comunicati dalla Asl, sono 79 gli under18. Di questi, 41 hanno meno di 12 anni (il più piccolo a pochi mesi). Proporzioni che preoccupa in vista del ritorno sui banchi. Previsto a livello regionale per il 10 gennaio, in base all’autonomia scolastica molti istituti comprensivi, oltre ad asili nido, hanno optato per riaprire venerdì 7.

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Ma una tale mole di contagi tra gli alunni sta spingendo sempre più sindaci a ripensarci: dopo Canepina, Civita Castellana e Vallerano, ora tocca anche ad altri comuni. A Fabrica di Roma il primo cittadino Claudio Ricci ha firmato per “la chiusura dei plessi della scuola dell’infanzia, della primaria e della secondaria di primo grado ubicati nel territorio comunale, quale misura precauzionale di livello locale atta – riporta il provvedimento - ad evitare al massimo l’esposizione a rischi della popolazione scolastica e del personale in servizio e, dunque, finalizzata a contenere ulteriormente l’emergenza epidemiologica in corso”.

Stessa decisione anche a Corchiano. “Visto il rapido diffondersi dei contagi anche nel nostro comune e al fine di contenere l’emergenza epidemiologica in corso – fa sapere il sindaco Gianfranco Piergentili - le scuole dei plessi scolastici dell’infanzia, della primaria e della secondaria di primo grado dell’istituto comprensivo Dante Alighieri, rimarranno chiusi il 7 gennaio. Preghiamo le famiglie di prestare molta attenzione al rientro del 10 gennaio, verificando con attenzione – aggiunge - la presenza di sintomi nei bambini. È stata una scelta dolorosa ma che in questo momento appare opportuna per la tutela della salute dell'intera comunità”.

A Nepi, il Comune sta invece valutando di invitare tutti gli alunni a sottoporsi volontariamente a un tampone antigienico con costo a carico dell’ente al fine di ”individuare eventuali focolai di contagio”.

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