Scuola, l'allarme dei sindacati: «Trasporti, personale, aule, troppe le incertezze»

La scuola dell'Ellera
di Federica Lupino
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Lunedì 19 Luglio 2021, 05:50 - Ultimo aggiornamento: 15:43

Il countdown è iniziato ma le incertezze restano ancora molte. Mancano meno di due mesi al 13 settembre, data indicata dalla Regione per il ritorno sui banchi, eppure di certezze ce ne sono ancora poche. Dopo il dirigente dell’ufficio scolastico provinciale, Daniele Peroni, al coro di quanti chiedono un immediato piano operativo perché la scuola non debba più chiudere si aggiungono i sindacati. La Cisl, da un lato, chiede al prefetto Giovanni Bruno di farsi promotore di un tavolo istituzionale per affrontare tutti i problemi ancora in piedi. Lo Snals Confsal, dall’altro, punta il dito anche sugli spazi che mancano e gli organici ancora da definire.

“Bene ha fatto il provveditore – è la premessa dell’intervento di Fortunato Mannino, segretario della Cisl – a richiamare l’attenzione sulla necessità che i ragazzi tornino a scuola in presenza. Per centrare l’obiettivo, è utile un tavolo in Prefettura con il presidente della Provincia, l’ufficio scolastico, Asl e vertici Cotral per non farsi trovare impreparati alle riapertura dell’anno scolastico”.Il rischio temuto dai sindacati è proprio quello che il sistema non sia pronto per ripartire a settembre.

“La didattica a distanza – continua Mannino – ha mostrato tutti i suoi limiti soprattutto in un territorio come la Tuscia dove la connessione non è garantita ovunque. Inoltre, fare lezione da remoto non mette gli studenti nelle condizioni di fare del loro meglio”. Quindi, il richiamo alle istituzioni e alla politica. “La scuola è uno dei pilastri su cui investire. Occorre attivarsi subito per garantire una rete di trasporti adeguata ma anche – conclude – far sì che studenti e professori siano consapevoli dell’importanza di sottoporsi ai vaccini”.

Altri problemi vengono scoperchiati dallo Snals. "Il personale è troppo poco. I dirigenti – fa sapere Brunella Marconi, segretaria della sigla sindacale – stanno premendo per avere maggiori assegnazioni e sdoppiare classi che, altrimenti troppo numerose, non rispetterebbero i parametri imposti per frenare la pandemia”. Al momento, però, nessuna risposta. “Solitamente l’ufficio scolastico regionale e a cascata quello provinciale procedono con una informativa ai sindacati sui posti disponibili. Invece – prosegue Marconi – siamo ancora nel buio più fitto. Non ci sono certezze nemmeno sui locali: alcune scuole – denuncia la segretaria Snals – non possono procedere agli sdoppiamenti anche perché mancano i locali”.

Manca la pianificazione pure sulle immissioni in ruolo: “Al di là dei buoni propositi, non siamo andati. Così anche sui trasporti. Insomma, troppe poche certezze rispetto a quanto servirebbe per garantire la scuola in presenza”, chiude Marconi. 

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