Scaduto e di provenienza illecita, la Guardia costiera sequestra 5 tonnellate di pesce a Montefiascone

Guardia Costiera
di Maria Letizia Riganelli
3 Minuti di Lettura
Giovedì 23 Dicembre 2021, 06:15 - Ultimo aggiornamento: 16:07

Scaduto e di provenienza illecita, la Guardia costiera sequestra 5 tonnellate di pesce a Montefiascone. Sarebbero arrivate dirette sulle tavole del cenone della vigilia di Natale se la Capitaneria di Civitavecchia, nell’ambito dell’operazione Atlantide, non fosse intervenuti in tempo.

«Con l’approssimarsi del periodo delle festività natalizie - spiega la Capitaneria - e con il conseguente incremento della domanda di prodotti ittici, le attività di controllo hanno riguardato diverse attività commerciali di vendita sia all’ingrosso che al dettaglio di prodotti ittici. Nonché punti di sbarco, pescherecci e pescatori non professionali. All’esito delle quali i militari hanno riscontrato varie irregolarità, riguardanti la presenza di rilevanti quantitativi di pesce scaduto, la mancanza delle informazioni obbligatorie in materia di tracciabilità ed etichettatura, la pesca di specie ittiche oltre il limite consentito».

L’attenzione dei militari della Capitaneria di porto di Civitavecchia si è focalizzata anche sui territori interni di propria giurisdizione, operando controlli nelle provincie di Viterbo e Terni. Il bilancio dell’attività ispettiva ha portato l’elevazione di sanzioni amministrative per un totale di circa 42mila euro, con il sequestro di oltre 6 tonnellate di prodotto ittico.In particolare, in provincia di Viterbo, in un centro di trasformazione e commercio all’ingrosso di prodotti ittici nel comune di Montefiascone, il personale della Capitaneria di porto di Civitavecchia ha proceduto al sequestro di oltre 15.000 confezioni di prodotti ittici vari, per un totale di circa 5 tonnellate, scaduti o con provenienza ignota e, pertanto, non commercializzabili.

«La continua attività di vigilanza - spiega ancora la Capitaneria di porto - volta al contrasto del fenomeno della pesca di frodo del riccio di mare, ha portato i militari ad individuare 8 pescatori subacquei abusivi, provenienti dalla Sicilia e dalla Puglia, fermati e sanzionati sul litorale dei Comuni di Santa Marinella e Tarquinia dopo diverse ore di appostamento». Oltre all’attrezzatura utilizzata, sono stati sequestrati più di 15mila esemplari di riccio di mare che, ancora vivi e vitali, sono stati rigettati in mare aperto dalla Guardia Costiera e restituiti quindi al proprio delicato ecosistema. L’attività di contrasto a tale deprecabile fenomeno ha portato all’elevazione di 16 sanzioni amministrative nei confronti dei pescatori subacquei, per un totale di 39mila euro.

© RIPRODUZIONE RISERVATA