Sara Petruccelli, così è nata la regina dei tatuaggi

Martedì 2 Aprile 2019
Sara Petruccelli, 34 anni di Ronciglione, osserva la sua foto su Inked Magazine: resta in silenzio qualche secondo, si guarda indietro e sorride. La rivista, un riferimento nel mondo dei tatuaggi con pagina Instagram seguita da 2 milioni di persone, l'ha inserita nel suo ultimo numero tra gli artisti emergenti più interessanti d'Italia. Investitura arrivata dopo la convention di Milano dello scorso febbraio, appuntamento fieristico che insieme a Parigi e Londra rappresenta l'acme del circuito europeo.
«Una soddisfazione che ripaga di anni di sacrifici dice emozionata Petruccelli che dedico a chi ha creduto in questo sogno quando anch'io avevo smesso di farlo». Il riferimento è al compagno Alfredo Romano, 40enne di Civita Castellana, con il quale lavora fianco a fianco nello studio Black Shadow. La passione per il disegno e l'arte è un fuoco che brucia dentro, accompagna i primi ricordi e i passi ancora incerti. Disegna fumetti e tutto quello che le passa per la testa, Sara. Il sogno è farne una professione, ma il cammino davanti è un terreno vangato di fresco. Passa dal liceo classico Buratti poi, senza troppa convinzione, inizia un corso di laurea in Beni culturali che porta comunque a termine. Qualche lavoretto che lascia il segno solo per un senso di frustrazione e la ribellione che passa attraverso il primo tatuaggio, una fatina «molto anni 90» lì a ricordare che per raggiungere i sogni bisogna staccare i piedi da terra.
«Così mi sono iscritta ad un corso, ho iniziato a studiare, ad apprendere le basi e soprattutto a girare». I professionisti nella zona sono pochi e ognuno è geloso dei suoi segreti. Passano i mesi e le nozioni scolastiche hanno bisogno di essere messe in pratica. «Il mio fidanzato Alfredo ha fatto da cavia, ricordo la mano che tremava e la scritta con i nostri nomi incrociati. Il mio primo tatuaggio». Da lì, una lunga ascesa: passa da Roma a Bologna, Milano e Brescia dove conquista tutti con il suo stile neo tradional che esalta i colori e dà voce alle immagini. «Spesso mi lascio guidare dal momento, altre volte mi ispiro allo stile liberty o all'art nouveau. Quello che conta è riuscire a parlare con il disegno. Il segreto credo sia tutto qui». Ultimo aggiornamento: 18:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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