S.Angelo, diffida al Comune per il murale sui tre porcellini. Barbieri: «Ci vediamo in tribunale»

S.Angelo, diffida al Comune per il murale sui tre porcellini. Barbieri: «Ci vediamo in tribunale»
di Massimo Chiaravalli
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Sabato 7 Agosto 2021, 06:50

«Saremo noi a procedere contro l’associazione Acas, che ci ha pure inviato una diffida. E poi è legata alla consigliera Chiara Frontini». Insomma, il lieto fine nel paese delle fiabe è lontanissimo. Dopo le accuse del presidente Gianluca Chiovelli, l’assessore Paolo Barbieri passa al contrattacco. E l’appuntamento finale – viste le reciproche intenzioni delle parti – sarà in tribunale.

S.Angelo, 10 mila euro ad associazione di Orvieto per murale sui tre porcellini: «Una porcata»

Il Comune ha concesso un finanziamento di 10 mila euro a un’associazione di Orvieto per realizzare un murale sui tre porcellini a Sant’Angelo, dove Acas ha fatto nascere il progetto paese delle fiabe e ne ha all'attivo quasi 50. Da qui l’accusa al Comune di boicottaggio. «E’ una cosa ridicola – dice Barbieri - questo signore può scrivere quello che gli pare. E poi tra gli abitanti c’è una spaccatura tra chi vuole i murales e chi no. Tra l’altro non risiede neanche a Viterbo ma a Roma».

Intanto a palazzo dei Priori è arrivata una diffida. «L’ha inviata la sorella Paola, avvocato. La cosa al momento non ci disturba più di tanto. L’associazione di Orvieto? Mica sono sprovveduti», dice l'assessore. L’artista cui si vogliono rivolgere è Martoz: fumettista, illustratore e street artist. Uno comunque con un bel curriculum.

«Non è gente che abbiamo incontrato ieri per far dispetto a qualcun altro. E non vedo perché i signori di Acas – continua Barbieri - debbano avere il monopolio. Questa associazione è legata a una consigliera di opposizione che piace tanto ma pregate Dio non diventi mai sindaco: la Frontini. Decideremo se procedere contro Acas anche a tutela della nostra immagine. In ogni caso è nostra facoltà scegliere a chi far gestire il murale».

Ciò che chiede Chiovelli è perché non ci siano attenzioni anche per loro, che hanno inventato il paese delle fiabe e portato avanti per quattro anni. «La sua reazione è molto scomposta. Ho firmato io la delibera perché l’immobile è del Comune, ma è una decisione di giunta: l'operazione è in accordo con tutti. Però non è che siccome non abbiamo dato fondi a loro possono dire: adesso ti faccio vedere io. Perché non ci impressioniamo per niente».

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