Rottamazione cartelle: Viterbo, Civita Castellana e Vetralla dicono sì alla sanatoria

Rottamazione cartelle: Viterbo, Civita Castellana e Vetralla dicono sì alla sanatoria
di Simone Lupino
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Mercoledì 25 Gennaio 2023, 05:35 - Ultimo aggiornamento: 26 Gennaio, 15:23

Stralcio sì o stralcio no? È il dubbio sul quale si stanno arrovellando in questi giorni anche i Comuni della provincia di Viterbo. L'ultima legge di Bilancio dà la possibilità agli enti locali di adottare la rottamazione parziale per le minicartelle fino a mille euro relative al periodo 2000-2015. Parliamo di tributi e imposte locali (Imu, Tari), multe. Molte amministrazioni locali sembrano orientate verso il sì. Adesione automatica in realtà. Chi si chiama fuori infatti deve deliberarlo entro il 31 marzo. Tra i favorevoli alcuni dei Comuni più grandi, a partire dal capoluogo.

“Applicheremo la sanatoria”, dice l’assessore al Bilancio a palazzo dei Priori, Elena Angiani. “Riteniamo giusto in un momento di difficoltà conclamata legata agli anni di pandemia seguire una norma che va nella direzione di aiutare i cittadini. C’è da fare anche una considerazione tecnica: stiamo parlando di crediti difficili da riscuotere, stralciandone una parte si va ad alleggerire il fondo crediti di dubbia esigibilità e a liberare così risorse sul bilancio che altrimenti resterebbero ingabbiate”. Angiani sottolinea un aspetto particolare: si tratta in base alla legge di “stralciare solo la parte sanzionatoria e degli interessi”. “Non la parte capitale, che resta da pagare per intero”.

Sì anche da Civita Castellana: “Aderiremo – afferma l’assessore Claudio Parroccini –. Non è una rottamazione totale. Se c’è la possibilità di recuperare qualcosa di questi crediti difficilmente esigibili e l’impatto sul bilancio non è così rilevante, non abbiamo nessun problema ad attuare lo stralcio. Perché non farlo? A breve daremo opportuna comunicazione ai cittadini tramite il nostro sito Internet”.

“Siamo orientati ad andare incontro alla gente – risponde da Vetralla il sindaco Aquilani – se ci sono persone che non hanno pagato significa evidentemente che non possono farlo. In un paese sappiamo tutti chi può e chi no. I servizi sociali si trovano a far fronte a centinaia di richieste di aiuto. Vedremo come applicare questa agevolazione”.

A Tarquinia “non abbiamo ancora deciso”, risponde il sindaco Sandro Giulivi. Non si pongono il problema invece a Nepi: “La norma – spiega il primo cittadino Franco Vita – si applica solo nei Comuni che hanno affidato la riscossione all’Agenzia delle entrate, noi ci serviamo di una società privata. Ma chiedo: se un Comune taglia dal bilancio gli arretrati di Tari e contravvenzioni, dopo chi lo rimborsa? Lo Stato deve dare anche dei ristori per compensare quella perdita”.

La maggioranza dei comuni viterbesi sarebbe favorevole, secondo quanto risulta a Stefano Bigiotti, sindaco di Valentano e vicepresidente regionale Anci. Bigiotti però invita a non generalizzare: “Va visto caso per caso. Dal punto di vista sociale la misura rappresenta la possibilità di dare conforto alle famiglie alle prese con inflazione, caro bollette e caro benzina. Ma ci sono comuni in cui questi crediti possono avere un peso maggiore che in altri. La valutazione va fatta sempre rispetto alla tenuta del bilancio”.

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