Rotelli ha rifatto i conti: «Nel Viterbese Fratelli d'Italia sale più che altrove»

Giovedì 30 Maggio 2019
Onorevole Mauro Rotelli, anche Fratelli d'Italia come la Lega può esultare per i consensi elettorali ricevuti dagli italiani e dai viterbesi.
«Siamo molto soddisfatti. Abbiamo avuto le risposte che cercavamo per il grande lavoro fatto. Perché ci sono partiti che crescono, va bene, ma Fratelli d'Italia è dai sei anni che cresce costantemente, avendo lavorato su testi e su contenuti con la capacità di essere il più possibile inclusivi. Non siamo più presenti a macchia di leopardo, ma su tutti i territori. E' stata la prova di maturità».

Anche per il Viterbese?
«Anche qui e anche di più rispetto che altrove. Abbiamo avuto punte del 9,80 per cento, in alcuni comuni del 12, e alle amministrative siamo andati meglio che alle europee. Segno che siamo stati bravi a mettere insieme le persone giuste, a far ritrovare uno spazio a tanti che si erano dispersi qua e là nel centrodestra».

Quindi a scapito di Forza Italia. Tanti vostri voti arrivano da lì?
«Il nostro obiettivo di crescita era nazionale. Certo, Forza Italia nel Viterbese è sempre stata molto forte, ma siamo stati premiati dal voto perché più chiari, perché capaci di dire contro o a favore di Zingaretti?, oppure con il Ppe e con i socialisti o contro. Non essere fumosi paga, detto che tra FI e la vecchia An finora le posizioni non erano mai state queste. Ma c'è parecchio da fare».

A proposito di alleati: a Viterbo il voto di domenica scorsa non potrà non avere conseguenze.
«Ho letto quanto rivendica la Lega, è comprensibile. Ma al di là del comprensibile riequilibrio della giunta, questa maggioranza deve finirla con scossoni e strappi. Ci sono i numeri e soprattutto i progetti da mettere giù, va trovata una quadra. Ma facciamolo! Siamo fermi, mentre dovremmo fare cose. L'esempio dell'intesa per eleggere il cda di Talete va seguito, siamo tutti nella stessa metà campo per dare risposte ai cittadini. C'è una lista della spesa pronta, dobbiamo dire chi la fa. Altrimenti? Altrimenti ci si saluta».

Ovvero? Si stacca la spina ad Arena?
«... (tre secondi di silenzio, ndr) Bisogna capire che amministrare una città è sempre difficile. E che senza condivisione non si va da nessuna parte». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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