Morte di Maria Arcuri, la famiglia: «Una sentenza totalmente inaspettata»

I familiari di Landolfi alla lettura della sentenza
di Maria Letizia Riganelli
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Mercoledì 21 Luglio 2021, 06:45 - Ultimo aggiornamento: 15:44

«Una decisione totalmente inaspettata. Pronti all’Appello». I familiari di Maria Sestina Arcuri alla lettura della sentenza, che ha dichiarato Andrea Landolfi innocente e libero, non hanno resistito. Sono scappati. Corsi lontani da quell’aula dove stava esplodendo la gioia dei familiari dell’imputato. Non se lo aspettavano. Volevano giustizia per quella figlia 26enne morta dopo una caduta per le scale a febbraio 2019.

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«Ovviamente c’è stato uno scoramento iniziale da parte di tutti - afferma l’avvocato Vincenzo Luccisano, difensore di parte civile - poi si comincia a capire un po’ di più. E nonostante le motivazioni della sentenza arriveranno solo tra 90 giorni, dal dispositivo si capisce già molto».

Andrea Landolfi lunedì sera, dopo dieci ore di camera di consiglio, è stato assolto dal reato di omicidio volontario della fidanzata Maria Sestina e dall’omissione di soccorso. «I familiari - dice ancora - hanno subito con sorpresa la decisione inaspettata della Corte, sopratutto per quello che era emerso nel processo. Sorpresi anche per la revoca della misura. Ma questa è la legge e dobbiamo rispettarla. E’ evidente però che non ci convince per niente la decisione della Corte del Tribunale di Viterbo. Un omicidio volontario non può essere concluso con una valutazione dubitativa che, al contrario di tutto quello che è stato detto non è sentenza di assoluzione piena, ma per insufficienza di prove».

La sorpresa per i familiari di Maria Sestina, che hanno partecipato a tutte le udienze della Corte d’Assise è anche nell’assoluzione per omissione di soccorso. «Non si sa come siano riusciti a superare questa accusa - dice ancora Luccisano -. Si è creduto all’imputato che solo alle 5 e 30 ha chiamato i soccorsi perché Sestina stava male, quando è successo diverse ore prima. Incredibile. E poi lo condannano a 4 anni per lesioni alla nonna. Tutto questo mi lascia pensare che la Corte non era per niente convinta di quello che aveva fatto e ha dato un contentino, la cosa peggiore che potesse fare». Ovviamente la parte civile è già pronta al secondo grado. «Questi sono processi che arrivano al terzo grado - conclude -. Ieri ho fatto uno sforzo con familiari per fargli capire che questo è solo il primo grado e ci sarà un Appello e poi anche una Cassazione. Proprio come è successo in fase preliminare con il gip di Viterbo che aveva rigettato la misura cautelare, censurato da Riesame e Cassazione. Questo processo è nato così e deve continuare così».

A spiegare cosa abbia portato i giudici, popolari e togati, all’assoluzione per il reato di omicidio e omissione di soccorso però bisognerà attendere tre mesi. Le motivazioni saranno pronte non prima di ottobre. Dopodiché e parti, Procura compresa, avranno 45 giorni di tempo per presentare Appello. E il secondo grado inizierà.

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