Prestavano soldi a ristoratori in crisi per la pandemia, arresti per usura e tentata estorsione

Prestavano soldi a ristoratori in crisi per la pandemia, arresti per usura e tentata estorsione
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Lunedì 26 Aprile 2021, 12:33 - Ultimo aggiornamento: 27 Aprile, 10:51

Prestiti a strozzo a imprenditori della ristorazione durante la pandemia, 5 arresti. Dalle prime ore di questa mattina, i carabinieri del Nucleo investigativo del comando di Viterbo, con i militari delle compagnie di Viterbo,Terni e Orvieto, su delega della Procura di Viterbo, sono stati impegnati nelle province di Viterbo e Terni.

Eseguiti provvedimenti di un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di cinque persone, indagate a vario titolo dei delitti pluriaggravati di usura e tentata estorsione ai danni di una coppia di imprenditori viterbesi. Le indagini sono iniziate lo scorso ottobre, quando un’imprenditrice della ristorazione e vendita di prodotti ittici, esasperata per le intimidazioni subite, si è rivolta alla Procura. Denunciando di essere vittima, insieme al compagno, di usura e tentativi di estorsione.

A gestire i reati un gruppo di soggetti, italiani e stranieri. Le indagini, sviluppate dai carabinieri, hanno permesso di stabilire che da tempo, l’imprenditore (compagno della denunciante), per far fronte alle gravi difficoltà economiche, derivanti da negative vicende aziendali ma anche da problemi personali, si era rivolto ad un gruppo di soggetti. Chiedendo di finanziare alcune iniziative imprenditoriali per le quali si ipotizzavano lauti guadagni.

I finanziatori si consorziavano fornendo liquidità all’imprenditore. Pretendendo la restituzione delle somme di denaro, maggiorate di interessi esorbitanti. A titolo di esemplificazione, per un prestito di 45mila euro, in sette giorni l’usurato ha dovuto restituire 60mila euro; per un altro prestito di 90mila, nel giro di poche settimane è stata chiesta la somma di oltre 230.000 euro. 

La vittima, per diverso tempo, ha fatto fronte alle richieste usurarie, facendo ricorso ad altri prestiti, cadendo così in una voragine debitoria. Alle richieste dei soldi sono state poi accompagnate da gravi intimidazioni, sfociate in minacce di morte o di violenza sessuale nei confronti non solo delle vittime, ma anche dei familiari, in aggressioni fisiche nel luogo di lavoro, nella sottrazione di autovetture ed altro.

I Carabinieri sono riusciti a scongiurare un progetto di aggressione fisica ideato nei confronti delle vittime agli inizi del mese di gennaio.  Gli indagati sono una coppia di Italiani residente a Viterbo, un altro italiano residente a Soriano nel Cimino, un italiano residente a Castel Giorgio (Terni) e un albanese residente a Terni. 

Il gip del Tribunale di Viterbo, condividendo la richiesta della Procura, ha emesso un‘ordinanza di custodia cautelare in carcere per i primi tre indagati e di arresti domiciliari per gli altri due.

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