Rifiuti, per il nuovo appalto si pagherà di più. Ma la maggioranza si dimentica di votare la delibera

Rifiuti, per il nuovo appalto si pagherà di più. Ma la maggioranza si dimentica di votare la delibera
di Massimo Chiaravalli
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Sabato 24 Aprile 2021, 07:05 - Ultimo aggiornamento: 12:27

L’emendamento della maggioranza sulle linee guida del prossimo bando rifiuti è diventato un “salvo intese”. Ovvero: la riduzione delle isole di prossimità, che il dirigente Eugenio Monaco ha stimato valere un incremento dei costi di 600 mila euro, si farà se e quando si troveranno le risorse. Mai, secondo il capogruppo del Pd Alvaro Ricci, perché il lungo iter necessario farebbe sforare la scadenza dell’appalto ponte, il 31 agosto. E in maggioranza c’è già chi ha votato contro, Vittorio Galati della Lega.

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Ma soprattutto ieri in commissione c’è stato un altro scivolone, di cui non si è accordo nessuno: si è votato solo l’emendamento, non la delibera. Era stato proprio il capogruppo del partito di Salvini, Andrea Micci, a illustrare la novità: «Abbiamo modificato l’emendamento. La riduzione del 20 per cento delle isole di prossimità si farà compatibilmente con le risorse del piano economico e finanziario». Subito la replica di Ricci: «Praticamente è un salvo intese, cioè niente. Un capolavoro. Il piano economico finanziario deve essere conforme alle linee guida, non viceversa. Ci state prendendo in giro».

«Ci riserviamo di reperire i fondi, nel Pef – ha risposto Micci - vedremo come andare a coprire i costi». Le somme a disposizione indicate nelle linee guida sono 12,4 milioni l’anno, per quattro anni più due. «Il ragioniere capo Ivana Rasi e il dirigente Eugenio Monaco – ha spiegato il sindaco Giovanni Arena - hanno espresso parere positivo». Cosa scontata per il dem, perché le modifiche saranno attuate se i fondi si troveranno in seguito. Dovranno essere inserii nel pef, che dovrà essere licenziato entro il 30 giugno. Poi però sarebbe difficile espletare tutte le procedure del bando e affidarlo in due mesi, quando scadrà l’appalto ponte.

E a proposito di costi, ha chiesto lumi Massimo Erbetti (M5S). E sulla risposta di Monaco poi Arena ha sbottato. «La trasformazione del 20 per cento delle isole – ha spiegato il dirigente - è naturale che comporti un aggravio di spesa, calcolata in circa 600 mila euro, da coprire con la Tari». In altre parole, dovrebbe essere aumentata la tariffa. E infatti il sindaco non l’ha presa bene: «C’è la volontà, non si deve neanche quantificare. Entro il 30 giugno si valuterà come procedere».

Giacomo Barelli (Azione) ci ha messo il carico così: «Non si può risolvere scrivendo poi si vedrà, sono tre anni che aspettiamo di vedere, perché non siete stati capaci». L’emendamento è stato approvato per 6 voti a 5. Della delibera invece si sono scordati un po’ tutti.

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