Rifiuti, un appalto con troppe ombre. Movimento 5 Stelle e Viterbo 2020 bocciano le linee guida

Domenica 18 Aprile 2021
Rifiuti, un appalto con troppe ombre. Movimento 5 Stelle e Viterbo 2020 bocciano le linee guida

Così non va. Movimento 5 Stelle e Viterbo 2020 bocciano le linee guida per il prossimo bando che assegnerà il mini appalto per i rifiuti. Ma se per Massimo Erbetti la stroncatura è netta e inequivocabile, Chiara Frontini in mezzo a tanti elementi negativi ne vede anche qualcuno su cui ragionare.

Il tutto in vista della commissione di martedì, in cui verrà discussa la delibera, che sta creando parecchi grattacapi anche alla maggioranza. Il capogruppo pentastellato allarga le braccia: «Non sono neanche più arrabbiato - dice Erbetti - ma sfiduciato. Continuiamo ad andare in una direzione che non ci porta da nessuna parte. Che idea hanno della gestione dei rifiuti? Quelle linee guida a cosa portano?».

Frontini nell'atto nota «degli aspetti da migliorare per i quali ci batteremo, come il tema della videosorveglianza delle isole di prossimità, fondamentale per evitare gli abbandoni indiscriminati. O la raccolta dei rifiuti abbandonati, liquidata in 4 righe. Lo stesso dicasi per alcuni servizi prima previsti, come la raccolta domiciliare di pannolini e pannoloni, di grande aiuto alle famiglie, che non vediamo confermati».

Su un punto i due sono d'accordo: il costo del servizio, lievitato rispetto a quello attuale. Si passa «da 8 milioni e 300 impegnati nel 2019 a 12,5 nel 2021: un aspetto che va chiarito - spiega Frontini - perché l'aumento della Tari negli anni è stato costante, senza che ciò corrispondesse ad un miglioramento del servizio». «Soldi in più che pagheremo noi tutti - continua Erbetti - perché andranno sulla tariffa». Non la vedono invece allo stesso modo sulla durata dell'appalto, che da sei anni si riduce ad appena due. Per il M5S un tempo «ridicolo: quale piano industriale può mettere in campo un'impresa per sostenere un costo del genere in due anni? Non si ammortizza nulla delle spese».

«Viste le difficoltà degli ultimi anni - commenta il capogruppo di Viterbo 2020 - la scelta di limitare a soli due anni è un dato positivo, che permette di valutare l'effettiva efficacia del servizio ed eventualmente correggere il tiro prima che sia troppo tardi. Positiva anche l'impostazione di passare alla tariffazione puntuale, che noi sosteniamo già dal 2013, anche se non si intravedono ancora tempistiche e modalità concrete di attuazione».

Per Erbetti la stroncatura è definitiva. «Non mi sembra ci sia la volontà di fare un salto di qualità». Per Frontini c'è ancora un aspetto fondamentale da chiarire. «Un grosso punto interrogativo è sulla proprietà dei rifiuti: nelle linee guida si specifica che sono dell'amministrazione, quindi anche i ricavi dalla vendita degli stessi dovrebbero andare all'amministrazione e non alla ditta - conclude - come invece è previsto addirittura con sistemi di premialità in funzione dell'ammontare di differenziato».

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