Rapina alla gioielleria Bracci, rinviati a giudizio Giuseppe Trovato e Antonio Loria

Giuseppe Trovato
di Maria Letizia Riganelli
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Mercoledì 8 Settembre 2021, 06:05 - Ultimo aggiornamento: 10:50

Rapina alla gioielleria Bracci, rinviati a giudizio Giuseppe Trovato e Antonio Loria. Per il boss di mafia viterbese e il ristoratore napoletano, come sentenziato ieri dal giudice per l’udienza preliminare, il 10 maggio inizierà il processo davanti al collegio del Tribunale di Viterbo.

I due imputati sono difesi, rispettivamente, dall'avvocato Giuseppe Trovato e dai difensori Remigio Sicila e Giovanni Bartoletti. Il 14 marzo 2018, poco dopo le 13, quattro malviventi misero a segno il colpo portando via dal negozio di preziosi di via del Corso gioielli e denaro.

Un colpo non perfettamente lineare. Per portarlo a termine i rapinatori furono costretti legare col nastro i commessi, spara e ferirsi. Gli esecutori materiali della rapina sono già stati condannati. Ma quello che finora non era stato ancora rivelato è che quella rapina era stata pianificata al telefono dalla mente di Giuseppe Trovato e dai consigli del noto ristoratore viterbese Antonio Loria. Il boss di mafia viterbese, in carcere dal 25 gennaio 2019 per associazione a delinquere di stampo mafioso, sarebbe stato la mente, il mandante e colui che ne avrebbe guadagnato.

Come gli inquirenti siano arrivati a loro, dopo più di 24 mesi dalla rapina, non è più un mistero. A fare il nome del ristoratore sarebbe stato Ignazio Salone uno dei tre rapinatori con la pistola in mano. A ricondurre le indagini su Trovato invece sono stati i carabinieri del Nucleo investigativo di Viterbo. Trovato in quel periodo era  intercettato telefonicamente per l’operazione Erostrato. Durante alcune conversazioni gli investigatori lo avrebbero sentito parlare del colpo alla gioielleria Bracci.

L’avviso di conclusione indagini per la rapina è arrivato solo dopo 25 mesi, ma ha ricostruito interamente un colpo che ha lasciato sgomenta la città. I due nuovi nomi, Trovato e Loria, avrebbero avuto ruoli di spicco. Trovato, il mandante, avrebbe fornito alloggi e mezzi per scappare e poi avrebbe monetizzato i preziosi rubati. Loria invece sarebbe stato il basista, avrebbe istruito i malviventi indicando non solo come muoversi in città ma anche dove fosse la cassaforte e i cassetti da svuotare. E prima di fare il colpo, alle 13 qualche istante prima della chiusura avrebbe offerto il pranzo nella sua pizzeria alle due coppie.

Tutto perfetto, a parte il fatto che i carabinieri ascoltavano ogni parola. Loria risponde anche di spaccio per aver ceduto cocaina a molte persone, tra cui un avvocato. Ma il processo entrerà nel vivo solo il 10 maggio 2020.

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