Rapina a casa di un carabiniere, «Ho visto un uomo scappare e mi sono lanciato all’inseguimento»

Carabinieri
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Giovedì 22 Luglio 2021, 11:05

«Ho visto un’ombra in bagno e un uomo scappare dalla finestra. Mi sono lanciato all’inseguimento. E quando l’ho raggiunto è iniziata la colluttazione». Entra nel vivo il processo per rapina a due ladri seriali che a gennaio 2020 misero a segno un colpo a casa di un carabiniere di Oriolo Romano.

Si tratta di due cognati, giostrai di professione e residenti a Cerveteri, che sarebbero responsabili anche di altri 6 furti commessi tra Roma e Oriolo Romano tra la fine del 2019 e l’inizio 2020. A gennaio 2020 due cognati si introdussero in casa di un carabinieri di Oriolo Romano. Il furto avvenne nel tardo pomeriggio. I due sicuri che in casa non ci fosse nessuno entrarono a volto scoperto e razionarono tutto ciò che trovarono. Mentre uscivano di fretta dall’abitazione il proprietario, rientrato prima dal lavoro, li sorprese sul fatto. L’uomo scoprendo i ladri in casa tentò di fermarli.

«Ne raggiunsi solo uno sulla via che va verso il centro cittadino - ha spiegato in aula -. Durante la colluttazione tirò fuori una spranga di ferro e mi colpì in testa, procurandomi 7 giorni di lesioni. Subito dopo arrivò una 500L bianca e si dileguò». La vittima diramò subito l’allerta e in poco tempo gli investigatori si misero sulle tracce dei due ladri. E dopo sette mesi di indagini serrate i carabinieri del Nucleo investigativo del Comando provinciale assieme ai colleghi di Massa Carrara e Cerveteri hanno dato esecuzione al provvedimento di custodia cautelare emesso dal gip del Tribunale di Viterbo nei confronti dei due presunti rapinatori.

«L’attività d’indagine che prese immediatamente via da quel grave episodio - ha spiegato in aula un carabiniere del Nucleo investigativo - partì dalla visione delle immagini delle telecamere del comune, il che permise di individuare targa e modello dell’autovettura, una fiat 500L, usata dai due». Non solo, la Fiat 500 L usa per la fuga era stata rubata il giorno prima a Roma e grazie alla denuncia presentata da una donna ora indagata in procedimento connesso (denuncia risultata falsa in quanto il furto era stato architettato per coprire altro) e al gps montato sull’auto i carabinieri sono riusciti a ricostruire tutti i movimenti dei due imputati. Arrivando a scoprire altri 6 furti messi a segno nella zona.

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