Poggino, l'Apea c'è ancora. Il presidente ai candidati: «Finora si è gestito il nulla, serve competenza»

Poggino, l'Apea c'è ancora. Il presidente ai candidati: «Finora si è gestito il nulla, serve competenza»
di Massimo Chiaravalli
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Domenica 23 Gennaio 2022, 05:15 - Ultimo aggiornamento: 14:00

«Per il Poggino non chiediamo nulla di più di quanto sarebbe doveroso fare». Apea, dove eravamo rimasti? All’amministrazione che avrebbe voluto scioglierla dal notaio, invece poi dal notaio si è sciolta l’amministrazione. Ma il presidente del consorzio, Enzo Mancini, ancora ci crede: «Ho lasciato l’Apea in piedi sperando accadesse qualcosa». E infatti è accaduta: ora si spera nell’arrivo di un sindaco «illuminato, che possa portare a risultati diversi».

La zona industriale della città dei Papi conta non solo a livello economico: può avere un peso anche dal punto di vista elettorale, con le sue 120 imprese e le 2 mila persone che ci lavorano. «L’Apea – dice Mancini – ora è attiva ma ferma, a causa di quel vincolo fondamentale per non riuscire in qualunque progetto. Ovvero la mancata firma del Comune. Mi auguro quindi che la futura amministrazione abbia una capacità di vedute un po’ diversa e interesse per le aspettative del comprensorio e dei cittadini, cosa che non ha avuto la precedente».

A partire magari dalle strade, la cui situazione «è disastrosa, c’è un abbandono totale. Dire che non è stato fatto nulla è la realtà. Spero arrivi qualcuno molto più illuminato per il futuro, lo auspichiamo tutti. Ricevo gente che viene da fuori, dall’estero e restano meravigliati per la bellezza di Viterbo. Ma non è stata mai valorizzata, bisognerebbe farla conoscere e tenerla pulita. Ho la vaga impressione che questa storia dei politici incompetenti sia una realtà. E’ un po’ triste ma bisogna prenderne atto».

Come dovrebbe essere il candidato ideale? «Complicato fare nomi – spiega ancora il presidente del consorzio - ma serve qualcuno competente che abbia voglia di fare, non di gestire il nulla, perché è questo che sta accadendo». Ecco cosa serve: questi i problemi su cui al Poggino bisognerebbe intervenire subito. «Sono quelli ormai ben noti: ci sono da fare strade, fognature, segnaletica, di tutto. Ci sono migliaia di persone che ci lavorano, dovrebbe essere il fiore all’occhiello di Viterbo. Invece vogliono fare qui una discarica ecologica: è follia pura». L’ormai famoso ecocentro. «E’ in uno degli ingressi principali, come si fa a pensare una cosa di questo genere?».

Cosa dovrebbe fare la futura amministrazione in merito all’Apea è scontato: il contrario di quanto fatto finora, ovvero «ripristinare il programma che era stato stabilito a suo tempo e perseguire l’obiettivo di attingere a fondi regionali ed europei. Aggiungiamo che ora ci sono pure quelli del Pnrr, per cui qualcuno dovrebbe iniziare a valutare questi aspetti. Parliamo di opere che avrebbero dovuto essere state già realizzate dalle varie amministrazioni e non sono state fatte. Tutti coloro che lavorano qui hanno pagato la Bucalossi, soldi che dovrebbero essere impiegati per le opere di urbanizzazione». In definitiva «non chiediamo nulla di più di quanto non sarebbe doveroso fare, a prescindere dai partiti: se arriva gente capace – conclude Mancini - non interessa che venga da destra, centro o sinistra».

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