Personale scolastico con diplomi fasulli, indaga anche la Procura di Viterbo

Mercoledì 26 Febbraio 2020
«Sappiamo che ci sono indagini in corso. Confidiamo nell’attività della magistratura, ma anche in quella amministrativa che stanno portando avanti le scuole». Pietro Nocchi, presidente della Provincia, commenta la scoperta anche nella Tuscia del giro di diplomi fasulli per diventare collaboratori scolastici.

«Pur non avendo competenze dirette in materia, visto che Palazzo Gentili è solo proprietario degli immobili che ospitano le secondarie, siamo a conoscenza della vicenda. Siamo certi che le attività investigative in corso e il lavoro delle scuole riusciranno a fare emergere le falle e a ristabilire la legalità, laddove violata», aggiunge l’inquilino di via Saffi. Lo scandalo è emerso a livello locale solo nelle scorse settimane, dopo aver già coinvolto diverse regioni del nord Italia dove sono scattate altrettante indagini sui titoli fasulli acquistati in alcune scuole della Campania.

Nel Viterbese sono decine i lavoratori Ata, bidelli soprattutto, licenziati dopo che è stata appurata la falsità dei diplomi (o delle esperienze lavorative pregresse) per ottenere maggiori punti in graduatoria. Dopo la conferenza dei servizi di giovedì scorso, indetta dall’Ufficio scolastico provinciale, i diversi istituti stanno passando al setaccio le graduatorie interne. Si dice fortunata la dirigente del “Dalla Chiesa“ di Montefiascone. «Non abbiamo nessuna di quelle situazioni: non ci risultano – dice Maria Rita Salvi – dichiarazioni mendaci. Nel realizzare le graduatorie di istituto, dobbiamo sempre fare dei controlli a campione sulla veridicità delle autocertificazioni. Vista questa vicenda, ora si dovranno verificare singolarmente e con accuratezza e tutte le domande. Ma noi, ripeto, siamo a posto».

Alla riunione ha partecipato anche la segretaria della Uil Scuola, Silvia Somigli, che al momento non commenta: «Non me la sento, ci sono lavori da parte degli operatori del settore: lascio a chi di dovere le verifiche opportune», si limita a dire. Intanto, sulla vicenda sta indagando anche la Procura di Viterbo. Scoperti gli illeciti nelle dichiarazioni, i dirigenti scolastici hanno infatti l’obbligo di segnalarlo agli organi competenti. In casi simili, i colpevoli rischiano l’imputazione per truffa e falso ai danni dello Stato. Ultimo aggiornamento: 13:02 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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