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Panificatori e pasticceri Cna, bollette quadruplicate: «A ottobre costretti a un ritocco del prezzo»

Panificatori e pasticceri Cna, bollette quadruplicate: «A ottobre costretti a un ritocco del prezzo»
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Venerdì 23 Settembre 2022, 04:55 - Ultimo aggiornamento: 15:11

In casa Cna si parla di pane, ma c’è qualcosa che lievita molto di più: i costi per produrlo. Panifici e pasticcerie associate tirano fuori le bollette, facendo un raffronto tra 2021 e 2022. Ed è impietoso. Per questo «dal 1 ottobre saremo costretti a un piccolo ritocco del prezzo del pane». A fare il punto è Claudio Cavalloro, presidente di Cna Alimentare: «Il problema vero dei 139 panifici e delle 55 pasticcerie artigianali della Tuscia - dice - sono i rincari. Farina, materie prime, imballaggi e bollette. I colleghi mi dicono che non sanno se saranno in grado di pagare».

«Un panificio di medie dimensioni - continua Luca Fanelli, responsabile di Cna Agroalimentare - ha un aggravio di 40-50 mila euro l’anno. Questo impatta su costi di produzione e prezzo di vendita, ma anche sull’occupazione e anche sulla possibilità di continuare a produrre, non conviene. Lavorare con queste bollette è impossibile». 

Gli aiuti del governo? «Non sono né tempestivi rispetto ai mutamenti del mercato, né strutturali». Rateizzare? «Sì può - spiega Cavalloro - ma mica si può fare ogni mese. Lavoro ci sarebbe, sono i costi a essere insostenibili: converrebbe chiudere. Sapete cosa ha detto il mio fornitore di energia? Il pellet costava 4 euro e oggi lo paghi 12, fai lo stesso col pane». Diminuire la produzione? Inutile: il forno consuma lo stesso anche sfornando meno. «Lo zucchero - commenta Ermanno Fiorentini, presidente Associazione panificatori e pasticceri - è passato da 90 centesimi a 1,30 euro, il latte è a più 40%. E poi la panna, tutto. Uno si mette anche la mano sulla coscienza: un povero Cristo che porta a casa 1.200 euro come fa?». Ecco le bollette dell’energia, con tanto di nomi e cognomi. Una pasticceria: agosto 2021 a 1.900, stesso mese 2022 a 5.400. Un panificio: settembre 2021 meno di mille, un anno dopo 3.800. Da qui quel «ritocco dal 1 ottobre», inevitabile.

Una buona notizia? Cna è partner del progetto europeo Lowinfood contro gli sprechi alimentari insieme a Unitus. Lo illustra la coordinatrice Clara Cicatiello, ricercatrice del Dibaf. «Viene prodotto più pane di quanto se ne vende. Con l’aiuto di 12 panifici Cna siamo riusciti per la prima volta a misurare il quantitativo. Da febbraio a giugno ogni giorno hanno annotato quanto pane, panini e pizza producevano e rimaneva invenduto». Risultato: il 5,1%, pari al 5,5 dell’incasso giornaliero. Come rimediare? «Incentivando le ordinazioni, donando il prodotto, proponendo azioni a livello comunale con Cna. Chi adotta un buon comportamento potrebbe risparmiare sulla Tari».

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