GOVERNO

Trasversale, "tracciato verde" a rischio bocciatura: le capriole del Movimento 5 Stelle

Martedì 14 Luglio 2020
472 milioni di euro. Tanti i fondi messi sul piatto per completare l’ultimo tratto della Orte – Civitavecchia, bella incompiuta che da più di 40 anni aspetta la parola fine.

15 km, più o meno, il segmento mancante: da Monte Romano alle porte di Tarquinia. Un tiro di schioppo per il quale, nonostante il decreto semplificazione abbia incluso la Trasversale nella lista delle opere pubbliche finanziate per le quali arriveranno dei commissari, potrebbero esserci dei nuovi rallentamenti. Per giovedì è infatti attesa la nota della corte di giustizia europea sul ‘tracciato verde’. Una bocciatura, probabile, per contrasto con direttive europee di tutela ambientale che rischia di allungare ulteriormente i tempi dell’opera lo sbloccamento del quale era stata chiesto, in ultimo, dall’Ance all’indomani dello scoppio della pandemia.
Un toccasana per rimettere in moto la macchina che negli ultimi due anni, con uno stanziamento di 118 milioni di euro, aveva portato a compimento il tratto Cinelli – Monte Romano. Poi il fermo, i ricorsi e la proposta degli ambientalisti che passava attraverso l’ammodernamento dell’attuale Aurelia Bis.

Un progetto cestinato prima di subito dagli ingegneri Anas (che in attesa della sentenza continuano a lavorare allo sviluppo del tracciato verde) per manifesta impossibilità: concetto stradale antico, con curve, salite e discese, inadatto a un sovraccarico. Di difficile percorrenza anche le altre opzioni: il tracciato viola passa per un sito Unesco, mentre il blu avrebbe problemi di stabilità del terreno vista anche la presenza di sorgenti e fonti che arrivano fino al Mignone.

 La politica, chiamata a decidere, gioca la sua partita contribuendo al disorientamento. Per il consigliere regionale del PD Enrico Panunzi: «Terminare la Trasversale significa finalmente adeguare il sistema stradale della Tuscia e ridurne il gap infrastrutturale, che rappresenta un freno economico per il sistema imprenditoriale viterbese».

 Per Tarquinia e per il Movimento Cinque Stelle la strada va fatta ma può aspettare. Il consiglio comunale, meno di una settimana, ha ribadito da una parte «la necessità strategia dell’opera» e dall’altra «quella di coniugare la salvaguardia ambientale e archeologica». Se l’ex sindaco di Tarquinia Mazzola ha poi chiesto di riprendere in mano il tracciato ‘arancione’ individuato dalla sua giunta «più fattibile e economico» , dalla Regione le opposizione maggiori arrivano dal Movimento 5 Stelle che ha chiesto di escludere «dall’elenco delle infrastrutture che potrebbero avere il via libera nelle fasi successive all’approvazione del decreto legge Semplificazione del governo opere poco strategiche e ad alto impatto ambientale per i territori del Lazio. Esempi sono l’autostrada Roma- Latina e la superstrada Orte-Civitavecchia che attraversa la valle del Mignone, un’area incontaminata, in parte vincolata e ricca di biodiversità, vero e proprio Capitale naturale per tutta la regione Lazio».

Ma sono gli stessi 5 Stelle che, componenti del governo Conte, hanno votato il decreto per i commissari chiamati a sbloccare opere come questa?
  Ultimo aggiornamento: 14:11 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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