Orte, esplosioni dal sottosuolo: il mistero che spaventa gli abitanti: «Qui sotto è tutto vuoto»

Orte, esplosioni dal sottosuolo: il mistero che spaventa gli abitanti: «Qui sotto è tutto vuoto»
di Federica Lupino
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Domenica 7 Marzo 2021, 13:48 - Ultimo aggiornamento: 8 Marzo, 11:06

Quando arriva il bombardamento di notifiche sul cellulare, significa che è tornato. Un rumore sordo, secco. Senza preavviso e senza strascichi, se non qualche crepa sui muri che alcuni giurano non esserci stata prima. Un tonfo improvviso che sveglia la notte, fa correre fuori da casa il pomeriggio, svuota i negozi quando arriva in mattinata. Succede ormai da circa un mese a Orte, cittadina di quasi 9 mila abitanti del Viterbese. Qui, 63 chilometri a nord di Roma ma giusto poche decine di minuti di macchina lungo la A1 e una quarantina in treno da Tiburtina, più del Covid ora preoccupano questi misteriosi boati di cui ancora non è chiara l'origine.

GLI ESPERTI
Cosa stia succedendo nelle viscere di questa rupe tufacea percorsa da chilometri di cunicoli che nessuno ancora ha mai mappato, è un enigma tutto da decifrare. Il sindaco Angelo Giuliani non riesce a fare dieci passi senza che qualcuno lo fermi. Tutti vogliono sapere cosa stia accadendo: «Abbiamo delle ipotesi. Gli esperti ce lo diranno», ripete, cercando di tranquillizzare i cittadini.

I primi a sentirlo, all'inizio di febbraio, sono stati gli abitanti della zona di San Biagio. «Abbiamo subito ordinato un sopralluogo per verificare l'eventuale comparsa di fessure su pareti e pavimenti. Non c'era nulla», racconta Giuliani. Poi, quei boati si sono intensificati. Nell'ultima settimana, le segnalazioni sono arrivate inizialmente dagli inquilini dei palazzi medievali intorno alla cattedrale di Orte.

Ettore Cianchi, giornalista del Tg3, è tra di loro. «Giro per terremoti dagli anni '80. Ho sentito le scosse: queste sono diverse. Il rumore è sordo. Gli ortani parlano di falde acquifere sotto la rocca. Ipotizzano microfratture sotterranee», racconta. Il sindaco ha chiamato anche i vigili del fuoco. Sopralluoghi e controlli aerei con elicottero e drone hanno allontanato l'ipotesi che si trattasse di qualche cedimento del terreno. «Io ho sentito un forte odore persistente dal giardino. Temevo una fuga di gas», sostiene Francesco. Ma anche questa strada, insieme a quella di un cedimento dell'acquedotto, è stata abbandonata: i rilievi hanno dato esito negativo.

«Il problema è che qui sotto è tutto vuoto. E chi lo sa che succede nei tunnel», insinua una signora. Già, i cunicoli. Non è un caso se Orte sotterranea è una delle attrazioni turistiche locali. L'associazione che se ne occupa ha controllato ma solo 1/3 dei cunicoli è aperto, i restanti sono una rete ignota di intersezioni una volta usate per convogliare le acque, poi cadute nel dimenticatoio. «Non sappiamo nemmeno se ne esista un solo strato o se sotto ce ne siano altri», ammette Giuliani che ne annuncia una prossima mappatura.

I RACCONTI
I racconti di chi ha avvertito il fenomeno sono concordi. «Come se fosse esplosa una bomba», lo descrive Gianni. Ed Elena racconta dei genitori svegliati nel cuore della notte da quel tonfo proveniente dal sottosuolo. «Mi è sembrato come se un enorme masso si fosse staccato sotto i miei piedi per cadere poi nel vuoto. E se la terra sprofondasse, risucchiando la casa?», interviene Annamaria, ancora spaventata. Due giorni fa, poi, i boati dal centro storico si sono spostati nella zona nuova di Orte, nel Quartiere di Petignano.

«La gente si è spaventata. Erano le 19 circa: molti sono scesi in strada», racconta Gianluca Grancini, consigliere comunale a Viterbo. La suocera Loredana segnala la strana coincidenza per cui negli ultimi giorni il lago Vadimone, piccolo specchio d'acqua d'origine vulcanica a una manciata di chilometri, si sarebbe notevolmente abbassato.

LA PROTEZIONE CIVILE
Dalla Protezione Civile, Francesco Gentili, ha raccolto decine di testimonianze: «I cittadini segnalano un tonfo con movimento sussultorio dal basso verso l'alto. Nessun lampadario si è però mosso». I sismografi non hanno segnalato alcuna scossa. L'ipotesi più accreditata? «Microscosse dovute a probabili pressioni idrauliche provocate dalle due aree termali di Lucignano e del versante umbro», risponde.

Cercherà di fare chiarezza Adriano Bonifazi, il geologo al quale il Comune - che, tramite la Prefettura, ha coinvolto pure l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia - sta affidando l'incarico. Quella dei micro terremoti idrotermali sarebbe la teoria da cui partire. Ma finché la scienza non dirà la sua, il mistero di Orte continuerà a far parlare. Tanto che ora quei boati giurano di averli sentiti persino nei paesi vicini, come Gallese e Bassano in Teverina.
 

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