Ore 20,08: nello studio del notaio Fortini finisce l'era Arena. Le 19 firme stamattina al protocollo

Dal notaio per le firme
di Massimo Chiaravalli
3 Minuti di Lettura
Venerdì 24 Dicembre 2021, 06:35 - Ultimo aggiornamento: 16:20

Mentre loro mettevano le firme dal notaio per mandarlo a casa, lui a casa alle 20,30 non c’era ancora andato. Il sindaco – per poche ore – Giovanni Arena stava in ufficio, a palazzo dei Priori. Alla fine il consiglio comunale lo hanno fatto cadere in 19, quando ne sarebbero bastati appena 17.

Le puntate di un fallimento: Arena come don Abbondio

Stamattina alle 10 quelle firme verranno protocollate e la palla passerà al futuro commissario.

Altro ufficio, quello del notaio: Fabrizio Fortini si è visto presentare i consiglieri alla spicciolata, in ordine sparso. Qualcuno già addirittura dalla mattina, gli altri la sera. Gli ultimi ad uscire da quel portone in via Garbini sono stati, alle 20,08, i leghisti Stefano Evangelisti, Andrea Micci e Stefano Caporossi, i fratelli d’Italia Luigi Maria Buzzi e Gianluca Grancini, Gianmaria Santucci di Fondazione e i quattro di Viterbo 2020: Chiara Frontini, Alfonso Antoniozzi, Letizia Chiatti e Patrizia Notaristefano.

Poco prima erano uscite Luisa Ciambella – unica dem ad andare – i meloniani Antonio Scardozzi e Martina Minchella. E ancora prima di loro tutti gli altri, ad eccezione della verde Paola Bugiotti, tornata a gravitare intorno a Forza Italia, tutti i berluscones, il resto del Pd, Forza civica e l’altra metà dei santucciani, ovvero Sergio Insogna, che pare che abbia votato Alessandro Romoli a presidente della Provincia.

Voglia di parlare ce n’è poca. «E’ un sacrificio per dar vita a una nuova politica», secondo Caporossi. «E’ una pagina triste nella storia di questa città. Si sono rotti i rapporti politici e umani, starà alle forze di buon senso ricostruire le sorti della città», commenta Frontini.

Nel pomeriggio c’era stato anche un mezzo colpo di scena: Arena aveva nominato di nuovo la giunta, ma solo per salvare le strade dalle possibili, e probabili, ondate di gelo. «Era un fatto tecnico: il piano neve – dice – non aveva risorse. Avremmo dovuto prendere dal fondo di riserva dei fondi per stare tranquilli in caso di problemi meteorologici. Il dirigente dei lavori pubblici mi ha chiamato molto preoccupato, ma non c’era la minima intenzione di interrompere il percorso avviato: era solo senso di responsabilità. E purtroppo non è stato recepito. Ora speriamo solo che vada tutto bene».

Hanno risposto infatti solo gli ex assessori forzisti Antonella Sberna ed Elpidio Micci.

© RIPRODUZIONE RISERVATA