Omicidio a Cura di Vetralla, il piccolo Matias è stato ucciso per asfissia

Omicidio a Cura di Vetralla, il piccolo Matias è stato ucciso per asfissia
3 Minuti di Lettura
Martedì 17 Maggio 2022, 06:25 - Ultimo aggiornamento: 18 Maggio, 11:15

Il piccolo Matias ucciso per asfissia. Soffocato col nastro isolante sulla bocca e accoltellato. E’ iniziato ieri mattina il processo in Corte d’Assise per Mirko Tomkow accusato di aver ucciso il figlio di 10 anni e di maltrattamenti in famiglia. Le due accuse sono confluite in un unico procedimento visto che sarebbero legate da un unico filo conduttore.

C’era anche il 45enne polacco ieri mattina in aula, arrivato con la penitenziaria dal carcere di Mammagialla per partecipare al processo. Insieme a lui i suoi due avvocati Paolo Grazini e Sabina Fiorentini che hanno presentato istanza per celebrare le udienze a porte chiuse. Istanza a cui si è opposta la pm Paola Conti e che ha rigettato la Corte d’Assise. «Siamo qui per dimostrare come Tomkow già destinatario di una misura dell’allentamento dalla casa familiare - ha spiegato la sostituta procurare Conti - si sia recato nell’abitazione con premeditazione per vendicarsi della perdita del possesso della donna. Ha privato della vita il piccolo Matias ferendolo con un coltello e applicando del nastro adesivo sulla bocca, cangionando la morte per asfissia».

Il 17 novembre scorso, poco dopo l’ora di pranzo, nemmeno tre mesi dopo il provvedimento del giudice chiesto dalla pm Conti che ha coordinato le indagini, il polacco bussa alla casa di stradone Luzi a Vetralla. Dentro trova solo il piccolo Matias. Qui in preda ai fumi dell’alcol e delle violenza prende un coltello dalla credenza in cucina e colpisce il figlio. Poi tenta di cospargere un lenzuolo di benzina e applica del nastro adesivo sulla bocca per non farlo gridare. I carabinieri arriveranno nell’appartamento e troveranno l’imputato privo di sensi e un bambino di soli 10 anni senza più vita con un coltello piantato nella gola e del nastro adesivo sulla bocca.

Chi a Cura di Vetralla, frazione dove la famiglia viveva, lo ha incrociato poco prima, anche davanti alla scuola del figlio, ha riferito di averlo visto confuso e disorientato. Forse a causa dell’alcol, forse a causa dell’insano gesto che aveva architettato di compiere. A scoprire la scena la mamma rientrata in casa. Trova l’ex compagno incosciente e il figlio di 10 anni morto. A lanciare l’allarme i vicini di casa. Le urla della donna allarmano i vicini, che accorrono e chiamano il 112.

I carabinieri ci mettono un secondo a collegare la casa con quella dell’uomo allontanato con una misura cautelare accorrono in forze, allertando anche i vigili del fuoco come da prassi. Ma arrivati sul posto, anche con il personale del 118, non possono che accertare la morte del piccolo, oltre ad affidare Mirko Tomkov, incosciente, ai sanitari che lo trasferiscono all’ospedale di Viterbo.

Ieri mattina l’avvocato Michele Ranucci, che assiste i familiari di Matias, si è costituto parte civile. Il processo entrerà nel vivo solo lunedì prossimo quando saranno ascoltati i primi 5 testimoni dell’accusa. Tra loro anche la mamma di Matias.

© RIPRODUZIONE RISERVATA