Omicidio delle Saline, Claudio Cesaris davanti alla Corte d’Assise

Claudio Cesaris
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Sabato 24 Settembre 2022, 06:10

Omicidio delle Saline, l’imputato Claudio Cesaris sarà il 17 novembre davanti alla Corte d’Assise. Ieri mattina il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Civitavecchia, Francesco Filocamo, ha rinviato a giudizio il 69enne (ex tecnico di laboratorio a Pavia): per l’accusa il 7 dicembre scorso uccise il professore dell’Università della Tuscia Dario Angeletti, con due colpi di pistola. Cesaris è accusato dell’omicidio del docente aggravato dalla premeditazione e dai futili motivi, e di stalking nei confronti di una ricercatrice dello stesso dipartimento universitario della vittima. 

Nessuno sconto concesso dal gup, quindi, che ha lasciato all’imputato tutte le accuse e tutte le aggravanti contestate dalla Procura. Angeletti era stato trovato morto martedì 7 dicembre 2021 nel parcheggio delle Saline, a Tarquinia. A pochi passi dall’ufficio del dipartimento distaccato dell’Università della Tuscia, dove la vittima lavorava come docente. Per un colpo secco alla tempia mentre era ancora seduto al volante della sua auto. Ad armare la mano dell’assassino sarebbe stata una folle ossessione per una donna. Ossessione che lo avrebbe spinto a lasciare la sua città, Pavia, per rintracciarla poi nella Tuscia.

All’arrivo a Viterbo l’imputato avrebbe scoperto che la ricercatrice, anche lei originaria di Pavia, aveva trovato una grande amicizia in quel “prof”, con cui condivideva la passione per il lavoro accademico. Sarebbe questo il motivo che avrebbe spinto Cesaris ha fare fuoco. Subito dopo l’arresto, il 69enne disse al giudice di averlo ucciso per difendere “l’onore” della ricercatrice universitaria. La donna che nel processo si è costituita parte civile.
L’udienza di ieri a Civitavecchia si è aperta con lo scioglimento della riserva sulla richiesta di rito abbreviato, che aveva presentato la difesa di Cesaris, avvocati Michele Passione (del foro di Firenze) e Alessandro De Federicis (foro di Roma). Rigettata su tutta la linea.

Il gup ha infatti accolto la richiesta della pubblica accusa, e delle parti civili, di portare a giudizio l’imputato per tutte le accuse. Compreso lo stalking nei confronti della donna pavese. Tre le parti civili ammesse: i familiari di Angeletti, assistiti dall’avvocato Rodolfo Bentivoglio; la ricercatrice di Pavia, difesa dall’avvocato Eliana Saporito; il Comune di Tarquinia che da questo delitto avrebbe avuto un danno d’immagine, assistito dall’avvocato Paolo Pirani. La prima udienza è stata fissata per il 17 novembre davanti alla Corte d’Assise nel tribunale di Roma.

Il processo si svolgerà nella Capitale, in quanto il tribunale di Civitavecchia non ha spazio sufficiente per celebrare questo tipo di udienze.

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