Omicidio del Suffraggio, l'accusato Stefano Pavani «è semi infermo di mente»

Mercoledì 19 Giugno 2019
Stefano Pavani
Parzialmente incapace di intendere e volere. E' questo il verdetto dei sei periti che per 90 giorni hanno incontrato il trentenne viterbese in carcere. Secondo i medici ha un disturbo della personalità che ne limita le capacità.
Stefano Pavani, accusato di aver ucciso il 40enne nel suo appartamento, non è imputabile.

Lo hanno stabilito i sei super periti hanno esaminato le condizione psichiche di Stefano Pavani: per il Tribunale  Giovanni Battista Traverso, Roberto Biagiotti e Cristina Morera, per la difesa Miria Brinchi e Stefano Ferraguti, per la parte civile Marco Zanasi.

Il 23 maggio dell'anno scorso gli agenti della Squadra mobile scoprirono in un piccolo appartamento di via Fontanella del Suffragio il corpo senza vita di Daniele Barchi, 42enne originario di Gaeta residente a Viterbo solo da qualche anno. Il giorno dopo per l’efferato delitto fu fermato Stefano Pavani. Su di più la pesante accusa di omicidio volontario. Il corpo di Barchi fu trovato completamente martoriato. Volto tumefatto e lividi ovunque. 

A portare la polizia sulle tracce del 31enne fu la sua fidanzata. La ragazza raccontò che il compagno giorni prima aveva ucciso un uomo a calci e pugni. La gip Savina Poli dopo aver ascoltato la perizia ha rinviato il processo al 4 luglio per la discussione.
  Ultimo aggiornamento: 12:34 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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