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Omicidio alle Saline di Tarquinia, sarà di nuovo ascoltata la ricercatrice 39enne

Claudio Cesaris
2 Minuti di Lettura
Mercoledì 15 Dicembre 2021, 06:25 - Ultimo aggiornamento: 17:26

Omicidio alle Saline di Tarquinia, sarà di nuovo ascoltata la ricercatrice 39enne. La donna potrebbe fornire preziosi dettagli per comprendere cosa abbia spinto Claudio Cesari a uccidere il docente Dario Angeletti. La scienziata sarebbe infatti il collegamento tra vittima e carnefice.

Legata al primo per ragioni di lavoro, Angeletti e la donna avrebbero prestato servizio nello stesso dipartimento dell’Unitus e alla sezione distaccata delle Saline. Proprio dove il prof è stato ucciso. Con il carnefice, stando a quanto raccontato durante la confessione, avrebbe avuto in passato una relazione sentimentale. Storia che per Cesaris non sarebbe mai finita. Tanto che una volta in pensione dal suo lavoro di tecnico di laboratorio avrebbe lasciato tutto per seguirla proprio a Viterbo, dove la donna da poco aveva ottenuto un contratto come ricercatrice.

Gli inquirenti, che in queste ore stanno continuando le indagini a tutto campo, nei prossimi giorni ascolteranno di nuovo la ricercatrice. Al vaglio anche i messaggi che Cesaris le avrebbe mandato nell’ultimo periodo. Da quando, appena due mesi fa, si sarebbe trasferito a San Martino al Cimino a pochi passi dalla casa in cui vive la donna. Molti gli elementi raccolti sull’omicidio. Ma alcuni ancora mancano all’appello. Come la pistola utilizzata da Cesaris per uccidere il docente dell’Unitus.

Martedì 7 dicembre il 68enne di ritorno da una delle sue solite passeggiate nell’Oasi delle Saline a Tarquinia avrebbe fermato il professor Angeletti poco dopo l’ora di pranzo. E con un pretesto, secondo il suo racconto per un malore causato dal diabete e dalla pressione alta, lo avrebbe fermato. Salito a bordo dell’auto avrebbe estratto la pistola e sparato. Due colpi secchi vicino all’orecchio destro. La pistola sembra essere svanita nel nulla, i numerosi sopralluoghi effettuati dai carabinieri non hanno portato a nulla.

Il 68enne al momento è ancora ricoverato nel reparto di Medicina protetta a Belcolle in stato di arresto. Per lui l’accusa di omicidio volontario. Appena le sue condizioni di salute miglioreranno sarà trasferito in un istituto penitenziario.

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