Morte del piccolo Fabio, si cerca chi ha visto: ascoltati tutti i testimoni oculari

La pm Eliana Dolce (a sin.) e il maggiore Zangla dei carabinieri
di Maria Letizia Riganelli
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Venerdì 22 Luglio 2022, 05:30 - Ultimo aggiornamento: 12:10

Tragedia in piscina, saranno ascoltati tutti i testimoni oculari che hanno assistito agli ultimi istanti di vita del piccolo Fabio. Nuotatori o semplici avventori che mercoledì mattina erano alla piscina comunale di Grotte di Castro, dove Fabio Guidobaldi, di 4 appena anni, è affogato.

Viterbo, bambino di 4 anni muore annegato in piscina. Fabio Guidobaldi era affidato a un centro estivo

Potrebbero essere loro, infatti, a fornire la dinamica esatta dell’incidente e a spiegare come abbia fatto il piccolo a sganciarsi dal gruppo di bambini, sotto la sorveglianza degli educatori del centro estivo, a scavalcare il muretto e a tuffarsi nella piscina per adulti. Secondo quanto ricostruito Fabio, che era nella piscina perché stava partecipando al centro estivo gestito dalla polisportiva, intorno alle 11 avrebbe abbandonato il gruppetto di bambini e sarebbe riuscito a scavalcare un muretto divisorio e poi si sarebbe gettato nell’acqua della piscina grande. Qui sarebbe morto in pochi istanti. E niente sarebbe servito l’arrivo dei sanitari del 118.

Ma non tutta la piscina comunale era a disposizione del centro estivo. La struttura ha tre vasche: una per i piccini e due piscine, una coperta e una all’aperto, per adulti. Per questa ragione all’interno avrebbero potuto esserci diverse persone esterne al centro estivo. Persone che potrebbero aver assistito alla tragedia e spiegare agli investigatori come sia andata. I carabinieri della compagna di Montefiascone, coordinati dalla sostituto procuratore Eliana Dolce, stanno indagando fin dal primo momento e continueranno anche nelle prossime ore.

E’ fondamentale ricostruire esattamente ciò che è accaduto per escludere ogni dubbio in merito. La Procura di Viterbo ha aperto un fascicolo per indagare sulla morte del piccolo Fabio ma al momento nessun nome sarebbe stato iscritto sul registro degli indagati. Prima di farlo i magistrati di via Falcone e Borsellino voglio essere certi. Il reato che potrebbe profilarsi è quello di omicidio colposo.

Per questo è necessario studiare ogni possibile dettaglio per accertare o meno che si sia trattato di un fatale incidente o, al contrario, che nella tragedia della piscina possa riscontrasi qualche responsabilità degli educatori che gestivano il centro estivo per bambini a Grotte di Castro. Tra gli atti fondamentali dell’indagini anche l’autopsia. L’esame autoptico sul cornicino del bambino è stata eseguita ieri pomeriggio. Sarà il medico legale a fugare ogni dubbio sulla causa della morte.

Niente è escluso anche se l’annegamento resta la causa più plausibile. Il professionista nominato dalla procura scioglierà la perizia tra 60 giorni. Solo allora si saprà se il piccolo Fabio prima di gettarsi in acqua ha avuto un malore. La salma al termine delle operazioni è stata restituita alla famiglia che potrà disporre l’ultimo saluto. Tantissime le persone che si sono strette ai genitori di Fabio, distrutti dal dolore. «Che possiate trovare la forza di andare avanti», ha scritto un amico di Giulio e Ambra, i genitori del bambino, proprio sotto una foto lasciata su Facebook. Foto in cui stringevano ancora la mano al loro bimbo.

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