Molestatore seriale di bambine, la Procura chiede sei anni e mezzo di carcere

Il pakistano individuato dalle telecamere di sorveglianza
2 Minuti di Lettura

Molestatore seriale di bambine, la Procura chiede sei anni e mezzo di carcere. Battute finali per il processo, con rito abbreviato, per il pakistano arrestato un anno e mezzo fa per violenza sessuali su minori. Ieri davanti al gup del Tribunale di Viterbo il pm Chiara Capezzuto ha chiesto una dura condanna, mentre i difensori hanno ribadito quanto affermato dall’imputato fin dal primo giorno: «Sono innocente».

«La proiezione dei video in aula - affermano gli avvocati Marina Bernini e Samuele De Santis - è stata essenziale per comprendere la dinamica della prima individuazione del nostro assistito assolutamente incongrua con gli altri approdi indiziari, rimaniamo convinti dell’estraneità del nostro assistito».
Il trentenne pakistano è stato arrestato su ordinanza del gip dopo che tre 16enni del capoluogo lo hanno riconosciuto come l’autore di molestie.

L’indagine della Squadra mobile, coordinata dalla pm Chiara Capezzuto, inizia a maggio del 2019, quando diverse bambine, accompagnate dai genitori, si presentano in Questura per denunciare episodi di violenza
Le storie che raccontano sono tutte molto simili. In centro c’è un uomo che prende di mira le ragazzine, le segue e quando sono in prossimità delle loro case le spinge dentro i portoni e prova ad abusare di loro.
Nessuna delle presunte vittime ha subito violenza sessuale perché ogni tentativo sarebbe stato stoppato dalle ragazze.

Dopo le denunce il pakistano, riconosciuto grazie alle descrizioni e alle telecamere di sorveglianza sparse in città, viene arrestato. A luglio 2019 tre delle vittime sono state sottoposte a incidente probatorio. Lo stesso giorno si è tenuto anche il confronto all’americana. Ovvero l’indagato è stato messo dietro un vetro unidirezionale insieme ad altre persone e le ragazze devono riconoscerlo. Ma nessuna di loro con certezza ha affermato di riconoscerlo. Il trentenne pochi giorni dopo viene scarcerato. Ma le indagini continuano e in Questura arrivano altre segnalazioni.

Ci sono altre tre ragazze che negli uffici di viale Romiti lo riconoscono con certezza. Proprio per questa lunga sequenza di testimonianze, tutte molto simili, la difesa aveva chiesto l’ausilio di uno psicologo. Psicologo che ha confermato l’attendibilità delle vittime. Si torna in aula per le repliche e la sentenza il prossimo 4 novembre.

Sabato 31 Ottobre 2020, 12:02
© RIPRODUZIONE RISERVATA