Aspromonte, il portiere che fermò la Juventus e Platini: «Contro la Samp la Viterbese può ripetersi»

Mercoledì 8 Agosto 2018 di Marco Gobattoni
Luigi Aspromonte il portiere che fermò la Juventu
La psicosi Sampdoria sta dilagando e i tifosi della Viterbese sono pronti per il grande evento. Domenica sera i giallobù saranno sul prato di Marassi per il terzo turno della Coppa Italia nazionale. Un terzo turno da giocare contro una formazione blasonata come quella blucerchiata che per una settimana farà respirare alla Viterbese aria di serie A.

Un’aria che a Viterbo si è respirata soltanto nelle diverse amichevoli disputate con avversari della massima serie: una particolare fu quella andata in scena al Rocchi il 27 novembre del 1986, quando a via della Palazzina arrivò la Juventus di Michel Platini, allenata da Rino Marchesi. Il presidente di quella Viterbese era l’ex attaccante argentino dei bianconeri Omar Sivori e proprio grazie ai buoni uffici del Cabezòn presso la casa madre Fiat dell’Avvocato Gianni Agnelli, la Juventus scese per tre giorni nella Tuscia e preparò a Viterbo la successiva trasferta in casa della Roma.
In porta, a difendere i colori gialloblù, c’era Luigi Aspromonte portiere di qualità e viterbese doc.
Oggi Aspromonte è consigliere del Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa, ma la passione per la Viterbese e per il calcio è rimasta intatta.
Ripercorrendo quei giorni, esce fuori una fotografia di un calcio che non c’è più: un pallone genuino e umano che si è perso per strada.
“Quando ci dissero che avremmo dovuto giocare contro la Juventus il cuore ci balzò in testa – ricorda Aspromonte – quella era la Juve di Platini e Cabrini: per noi calciatori inarrivabili che avevamo visto solo in televisione o sull’album delle figurine”.
Viterbo, da sempre feudo bianconero, fu pervaso da una scossa di adrenalina che durò diversi giorni.
“Un Rocchi gremito come in quell’occasione non l’ho più visto. Ricordo che noi calciatori aiutammo gli operai nel montaggio di nuove tribune: alla fine ci saranno stati diecimila spettatori”.
Quella Viterbese giocava in Promozione, che alla borsa calcistica di oggi potrebbe valere tranquillamente una serie C per valori e qualità dei calciatori di allora. La Juventus delle stelle però non venne nella Tuscia con la puzza sotto il naso o con l’atteggiamento della star indolente.
“Mi allenai tre giorni insieme a Stefano Tacconi portiere bianconero e ricordo ancora oggi come i calciatori della Juventus furono gentili e disponibili con noi. La Juve soggiornava a San Martino e per tre giorni siamo stati insieme a loro all’hotel Balletti”. Dettaglio non da poco: l’amichevole terminò 3-3 con Aspromonte grande protagonista. “Non so se quel risultato possa essere di buon auspicio in vista di domenica. La differenza tecnica in campo sarà tanta, ma è pur sempre calcio d’agosto e i calciatori della Viterbese avranno la stessa voglia di fare bella figura che avevamo noi”. Aspromonte sarà sulle tribune di Marassi: Francesco Forte, attuale portiere della Viterbese, ogni tanto lo guardi: lui ha fermato la Juventus. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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