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Liste Pd, sull'esclusione di Panunzi è rivolta dei sindaci contro Letta: «Niente campagna elettorale per Madia»

Liste Pd, sull'esclusione di Panunzi è rivolta dei sindaci contro Letta: «Niente campagna elettorale per Madia»
di Massimo Chiaravalli
3 Minuti di Lettura
Giovedì 18 Agosto 2022, 05:15

C’è chi non farà campagna elettorale e vuole restituire la tessera, chi è deluso e preoccupato, chi non sa come convincere i propri concittadini a far votare il partito. Insomma, è rivolta. Democratica, ma pur sempre rivolta. I sindaci del Pd non ci stanno all’imposizione da Roma di Marianna Madia come capolista nell’unico posto in cui è possibile essere eletti, invece del consigliere regionale Enrico Panunzi, proposto dalla direzione provinciale del Pd all’unanimità.

Il più duro in assoluto è il sindaco di Oriolo Romano, Emanuele Rallo. «Sicuramente non ci sarà un impegno per Madia - dice - è evidente. Sto anche pensando di restituire la tessera: non c’è un rappresentante del territorio. È particolarmente grave, non so che scelte pensino a Roma ma sono candidature completamente sbagliate». Ora dipende tutto da Enrico Letta: «Ha ancora qualche giorno per cambiare le liste». Continuerete a fare pressioni? «Il punto è uno solo: se uno vuole vincere o perdere. Se vuole perdere - continua Rallo - candida persone che non rappresentano i territori, se vuole vincere candida chi li rappresenta. Dico banalità, ma ormai sono diventate rivoluzionarie. Si mette la persona più forte, se no si candidano persone magari per altre logiche. Questo è l’abc, mi dispiace che quelli di destra lo fanno questo ragionamento, evidentemente ancora un po’ di politica la conoscono».

Non l’ha presa bene neanche Giulia De Santis, Montefiascone: «Ho firmato il documento di proposta su Panunzi - spiega la sindaca - la bocciatura è stata una delusione forte per tutti. Siamo stati inascoltati, cercheremo di capire il perché. Chiaramente all’interno del partito è in atto una riflessione. Innanzitutto il dispiacere grande è dovuto al fatto che ancora una volta Viterbo e la provincia non hanno un rappresentante del territorio». Non è la prima volta, «quindi sarà difficile andare tra le persone. Se c’è un esponente della Tuscia, che i cittadini conoscono, è tutto più facile. Se fossimo stati ascoltati fare campagna elettorale sarebbe stato diverso».

Pietro Nocchi, oltre che sindaco a Capranica, è anche vicepresidente della Provincia: «Nel percorso di questi anni - commenta - mi sono reso conto che molti problemi del nostro territorio sono poco rappresentati. Per questo una figura come Panunzi per la Tuscia sarebbe stata importante. Lo ha dimostrato in Regione: l’attenzione l’ha messa su tutti i Comuni a prescindere dal colore politico. Per il partito era la candidatura migliore. Nel momento in cui ci appresta a una battaglia importante il 25 settembre avere una persona che è una garanzia ma anche uno stimolo a mettersi in gioco, sarebbe stato per noi una cosa ottima».

Ora sarà dura. «Sono deluso. Sarà difficile convincere la gente, quando altri partiti hanno rappresentanti locali. Faremo comunque campagna elettorale, lo stimolo si sarebbe evidenziato anche con la percentuale di voti, che con Enrico candidato sarebbe stata più alta di quella nazionale». Con Madia si perderanno? «Sicuramente - conclude Nocchi - sarà più complicato, saremo costretti a lavorare molto di più. Panunzi era la persona giusta per far valere problemi che necessitano di un supporto nazionale».

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