Lido, domenica da tutto esaurito a Tarquinia e Montalto, pochi controlli

Lido, domenica da tutto esaurito a Tarquinia e Montalto, pochi controlli
di Luca Telli
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Lunedì 1 Marzo 2021, 12:39 - Ultimo aggiornamento: 20:10

Caos, code e pochi controlli. Domenica da tutto esaurito sul litorale. Ristoranti, bar e pizzerie piene, prese di mira anche le agenzie immobiliari alla ricerca di una soluzione comoda e a due passi da casa per il periodo estivo. Con due mesi di anticipo sulla tabella di marcia la stagione sembra già partita. Tanti quelli che, complice la giornata primaverile, dalle zone interne della provincia e dall’hinterland romano hanno affollato Montalto di Castro e di Tarquinia dalla prima mattina.

Impossibile trovare un posto a sedere (a Tarquinia lido un tavolo per ieri era introvabile già dal pomeriggio di giovedì). Impossibile limitare gli assembramenti con capannelli che si sono creati ovunque e un lungo serpente di persone che si è allungato sul lungomare. In mattinata, poi, sono spuntati anche i primi ombrelloni. Per i ristoratori una boccata d’ossigeno dopo un lungo periodo di stop al netto del quale continuano a mancare ancora gli incassi delle aperture serali, quelli che tradizionalmente rappresentano più della metà del fatturato annuo.

Ma se la stagione 2021 sembra destinata a sgretolare il record di quella appena passata (+30% rispetto all'anno precedente), la preoccupazione è legata all’aumento dei contagi nel Lazio che potrebbe portare già dalla prossima settimana a un cambio di colore.

Arancione, che nell’indice dei divieti si legge come serrata per il settore della ristorazione e l’obbligo di sopravvivere solo con l’asporto e le consegne a domicilio e tutte le difficoltà del caso. Di

Opzioni che potrebbero diventare reali nel caso in cui il controllo non fosse adeguato e il contagio, per ora sotto controllo, sfuggisse di mano.

Un anno esatto fa, quando la pandemia bussava alla porta, i ristoratori di Tarquinia lido davanti a una fiumana di persone arrivata in maniera inaspettata, decisero di chiudere ‘per senso di responsabilità e limitare l’epidemia’ anticipando le misure, destinate entrare nei libri di storia, di marzo 2020 che segnarono l’inizio del lockdown totale i cordoni del quale si allentarono solo il 4 maggio.

Se è non auspicabile un nuova chiusura, per le pesanti conseguenze economiche che porterebbe con sé, lo è l’intervento della politica quando il buonsenso del singolo non si vede. Una strategia che inizia con il rafforzamento dei controlli e, se necessario, il contingentamento delle aree dove il transito pedonale si concentra come sperimentato in altre zone del paese.

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