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Lega, passa la linea Fusco: Durigon gli rinnova la fiducia. Giulivi non ci ripensa, è fuori

Lega, passa la linea Fusco: Durigon gli rinnova la fiducia. Giulivi non ci ripensa, è fuori
di Massimo Chiaravalli
2 Minuti di Lettura
Giovedì 27 Maggio 2021, 05:55 - Ultimo aggiornamento: 12:38

E’ passata la linea del senatore Umberto Fusco. Lo ha sancito anche il segretario regionale della Lega, Claudio Durigon, che gli ha rinnovato «piena fiducia». L’ex coordinatore provinciale e sindaco di Tarquinia Alessandro Giulivi però al mega summit romano della Lega non c’era. E l’auspicato ritorno all’ovile al momento non è in programma. Nessun ripensamento neanche sul nome del nuovo assessore al bilancio: sarà il romano Alessandro Alessandrini, già in giunta al Comune di Guidonia.

Giulivi è nettissimo: «Ho scritto una lettera – dice - e la mia posizione è rimasta quella della scorsa settimana. Non ho avuto più contatti con nessuno». Amen. Nella Lega tutti coperti: a dare voce sull’incontro di martedì sera è solo Durigon, presente insieme al vicesegretario nazionale Andrea Crippa, a tutto il gruppo dei consiglieri e degli assessori a palazzo dei Priori e al senatore viterbese.

Durigon ritiene «assolutamente necessario ribadire prioritariamente la piena convergenza emersa durante l’incontro – spiega - nei confronti delle scelte adottate dal partito a livello locale e nei riguardi dell’operato del senatore Umberto Fusco sul territorio. Stessa fiducia si rinnova verso quelle che saranno le scelte che intenderà adottare nel prossimo futuro».

Prima fra tutte quella del successore di Enrico Maria Contardo, estromesso per volere del partito. Il nome di Alessandrini è stato indicato ufficialmente al sindaco Giovanni Arena ieri sera. Ma a Roma l’altra sera tra i consiglieri c’è stato chi è uscito allo scoperto, chiedendo che fosse indicato qualcuno degli eletti. Ipotesi subito affossata dal resto dei presenti.

La breve presa di posizione di Durigon però non chiarisce nessuno dei dubbi emersi negli ultimi giorni: non tocca il caso Contardo, le intercettazioni dell’antimafia, gli ostacoli all’iniziativa viterbese cui avrebbe dovuto partecipare Crippa, l’uscita di Giulivi, degli assessori e dei consiglieri di Tarquinia. Insomma, un mega summit solo per ribadire «piena fiducia nella governance locale e nell’operato del senatore Fusco» che ha il sapore di pace armata.

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