Lega, Contardo: «Il sindaco Arena e il senatore Fusco sapevano del mio colloquio con l'antimafia»

Lega, Contardo: «Il sindaco Arena e il senatore Fusco sapevano del mio colloquio con l'antimafia»
di Massimo Chiaravalli
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Domenica 23 Maggio 2021, 06:50 - Ultimo aggiornamento: 16:01

«Il sindaco e il senatore sono stati informati il giorno stesso. Appena tornato da Roma ho detto loro che ero stato ascoltato come persona informata sui fatti». L’ex vicesindaco Enrico Maria Contardo a Giovanni Arena e Umberto Fusco aveva raccontato subito del colloquio con la Direzione investigativa antimafia, dopo essere finito nelle intercettazioni dell’indagine sui contatti tra il senatore - e all’epoca sottosegretario Armando Siri - e l’imprenditore Paolo Arata.

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Forse è per questo che Ombretta Perlorca, consigliera comunale e moglie di Contardo, dopo l’estromissione dalla giunta ha condiviso nella chat della maggioranza il “certificato penale” pulito del marito. «Nei giorni scorsi – dice Perlorca - sono state fatte circolare ad arte, all'interno dell’amministrazione comunale e non solo, indiscrezioni che vedevano l’assessore Contardo sottoposto a indagini dalla Procura di Viterbo. Motivo per cui, dopo aver richiesto il modello 335 del codice di procedura penale e verificato che tali voci risultavano infondate, ho ritenuto doveroso informare e tranquillizzare sia il sindaco, che ne era comunque già a conoscenza, sia la maggioranza e quelli a cui erano state veicolate tali false informazioni».

Tornando alle intercettazioni: Contardo era in auto con un uomo di Finmeccanica, tenuto sotto controllo dalla Dia. L’ex assessore è stato chiamato dall’antimafia «perché volevano la conferma di una cosa detta da quella persona in auto. Mi sono ritrovato con lui per caso: siccome era solo e dovevamo andare a Firenze – spiega - mi ha chiesto di fare il viaggio con lui. Sul resto, io non ero in grado di fare quello che diceva, sono cose che si decidono a livelli più alti, quindi quando mi parlava non l’ho neanche preso sul serio».

Ci sono stati dei rinvii a giudizio, ma Contardo non è coinvolto e dopo quella volta non è stato mai più chiamato in causa. Secondo lui però la vicenda «non c’entra con l’estromissione dalla giunta, legata al vicesegretario nazionale della Lega Andrea Crippa, che altri non hanno voluto far venire a Viterbo. Sulle chat dei consiglieri hanno scritto chiaramente (l’area Fusco, ndc) che avevo fatto un’interferenza a organizzare l'iniziativa di partito, ma anche se avessi voluto creare una corrente dov’è il reato?».

L’ex assessore è convinto che a Roma sappiano benissimo «dal primo giorno i motivi della mia cacciata, il resto sono tutte porcate». E il verde pubblico? «C’era chi girava per dire agli uffici di rallentare le mie pratiche: dopo un anno che non erano stati in grado di farla, la gara l’ho dovuta affidare all’università. Ma una volta data l’indicazione politica di mettere 800 mila euro invece di 450 mila e di fare una gara di quel tipo, cosa dovevo fare, tagliare io l’erba? Se permettete - conclude - dire che nella giunta Arena ero l’unico a non saper lavorare, non ci sto. Gli altri cosa hanno fatto?».

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