La vittima dello stupro davanti al giudice: «Ecco cosa è accaduto quella notte»

Martedì 21 Maggio 2019 di Maria Letizia Riganelli
«Sapevo di essere stata violentata, anche se non ricordavo nulla». La 36enne, presunta vittima di stupro di gruppo, ieri mattina ha rivissuto l'incubo della notte in cui Francesco Chiricozzi e Riccardo Licci l'avrebbero percossa e violentata a turno per più di tre ore nel pub ad uso esclusivo di Casapound.

La ragazza ha ricordato l'incontro al Toto's quando ha conosciuto i ragazzi. «Ero scesa da casa per mangiare una pizza avrebbe detto e mentre ero al bancone li ho conosciuti. Poi mi hanno invitata a seguirli a piazza Sallupara. Mi sono fidata sembravano dei bravi ragazzi. Poi ricordo che mi hanno colpita con un pugno fortissimo». Un pugno che avrebbe provocato il blackout. Ad ascoltare la persona offesa c'erano anche i due indagati, da tre settimane a Mammagialla.

La donna ha parlato per più di due ore davanti alla gip Rita Cialoni, assistita dalla psicologa Miriam Brinchi. L'incidente probatorio, chiesto dalla Procura, è avvenuto non a contatto diretto tra le parti, per evitare ulteriore sofferenza alla 36enne e cristallizzare la sua versione. «Sono molto orgoglioso di come si è comportata ha detto al termine l'avvocato Taurchini - e di come ha risposto, non mi aspettavo fosse così forte. E' stata intelligente, coraggiosa e coerente». La donna ha anche risposto a tutte le domande della difesa e del pm Michele Adragna, anche se ricorda pochissimo di quella notte. Se non fosse stato per i video girati dai due ragazzi durante la violenza probabilmente nel procedimento mancherebbe la prova regina. Quella, che con tutta probabilità, inchioda Licci e Chiricozzi.

«La mattina dopo avrebbe detto ancora la ragazza mi sono trovata a casa piena di lividi e con un occhio nero. Sapevo di essere stata violentata e sono andata in Questura». Solo dopo le primissime indagini della Mobile e della Digos la ragazza ha scoperto l'esistenza delle immagini della notte trascorsa al pub di Casapound. La difesa avrebbe chiesto spiegazioni alla donna di una precedente denuncia, avvenuta circa tre mesi fa, in cui la donna sarebbe ricorsa a cure mediche. «Lei ha detto ancora Taurchini - non è accusatrice seriale, al contrario di quanto vogliano far credere. E dopo oggi sarà difficile anche per gli avvocati della difesa dire che era consenziente».
«I nostri assisti hanno conosciuto la ragazza hanno detto i difensori Labate, Mazzatosta e Gorziglia - in un contesto amichevole, di cordialità e assoluta disponibilità. Su quello che è successo dopo ci sono versioni discordanti».
  © RIPRODUZIONE RISERVATA

LE VOCI DEL MESSAGGERO

Noi, viaggiatori compulsivi con destinazione “ovunque

di Mauro Evangelisti

Visita i Musei Vaticani, la Cappella Sistina e San Pietro senza stress. Salta la fila e risparmia

Prenota adesso la tua visita a Roma