L'attaccante viterbese Sacha Cori si racconta: «Berlusconi mi voleva tagliare il codino, ma ho detto no»

L'attaccante viterbese Sacha Cori
di Marco Gobattoni
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Mercoledì 13 Marzo 2019, 12:08 - Ultimo aggiornamento: 12:18

“Durante la cena di Natale il presidente Berlusconi con le forbici in mano ha mimato il gesto di tagliarmi il codino: ho avuto paura, ma io i miei capelli non li taglio”. In questa frase c’è tutta la personalità di Sacha Cori attaccante nato a Viterbo il 12 maggio del 1989, nomade della serie C. Da gennaio gioca con l’AlbinoLeffe, squadra gloriosa di Bergamo con un lungo passato in serie B.

Tra le valli orobiche Cori ci è arrivato dopo aver totalizzato 42 presenze e 10 reti con la maglia del Monza. Quel Monza che dallo scorso ottobre è nelle facoltà di Silvio Berlusconi, uno che nel calcio qualcosa ha vinto. Giocatori italiani e qui ci siamo, senza tatuaggi e preferibilmente con chiome corte e curate: diciamo che in questo caso si fa dura.

“Berlusconi e Galliani sono due persone squisite le ho conosciute in questi mesi a Monza e non posso criticare nulla. A gennaio mi hanno rinnovato il contratto, poi hanno deciso di girarmi in prestito per sei mesi all’AlbinoLeffe: qui ho trovato una grande società e ritrovato Michele Marcolini che mi aveva allenato a Santarcangelo: ho accettato immediatamente”. Con il look berlusconiano come detto si poteva fare meglio. “Il presidente a Natale me li voleva tagliare, ma io al mio codino non rinuncio: forse mi hanno girato in prestito per questo”.

Cori è uno che parla tranquillo e con voce pacata: in campo però si trasforma e diventa la belva che la domenica calca il prato dell’Atleti Azzurri d’Italia casa dell’Atalanta che in attacco ha uno come Zapata a cui piace tantissimo fare a sportellate. “Zapata è un centravanti formidabile, ma il mio idolo è Leonardo Pavoletti del Cagliari – rivela l’attaccante di Grotte Santo Stefano – l’ho affrontato quando giocavo con la Carrarese: era devastante, si vedeva che sarebbe arrivato in serie A”. Lui alla serie A non pensa più, ma si è creato un nome ed una posizione grazie ai tanti gol segnati nella lunga carriera in C.

“Un rammarico ce l’ho – svela Sacha – e cioè che nella stagione 2012-13 sono stato sei mesi all’Empoli in serie B: 8 presenze e 1 gol, ma forse non mi sono completamente reso conto della grande possibilità che avevo”. Alla Viterbese ha segnato nella passata stagione, ma vicino al gialloblù non lo è stato mai. “La Viterbese è la squadra della mia città e mi farebbe piacere giocarci un giorno. Ma non ho mai avuto trattative con la società e il mio pensiero è rivolto solo all’Albinoleffe”. Con il codino e con la voglia di far gol.
 
 

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