Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Insulti e minacce social ad avvocati viterbesi, il gip dispone nuove indagini

Insulti e minacce social ad avvocati viterbesi, il gip dispone nuove indagini
2 Minuti di Lettura
Mercoledì 15 Giugno 2022, 10:33 - Ultimo aggiornamento: 16 Giugno, 21:22

Insulti e minacce social ad avvocati viterbesi, il gip dispone nuove indagini. La giudice del Tribunale di Viterbo ieri pomeriggio ha sciolto la riserva sull’opposizione all’archiviazione presentata dalla Camera penale di Viterbo.

Nel 2019, quando era appena stato scoperto il caso dello stupro di Casapound, gli avvocati che difendevano i due imputati, condannati in via definitiva, si videro arrivare insulti e minacce pesantissime. Perfetti sconosciuti, forti della distanza che internet offre, scrissero post con commenti diretti agli avvocati difensori, inneggiando alla loro morte o alla violenza sui loro figli.

«Spero che stuprino le mogli degli avvocati», «Vi auguro di cuore che possa capitare ai vostri cari di fare la fine delle migliaia di ragazze violentate..e perché no uccise…». Dinanzi a questo scenario il presidente della Camera penale di Viterbo, Roberto Alabiso, presentò una denuncia querela, ipotizzando il reato di diffamazione aggravata.

L’obiettivo della denuncia era chiaro e palese: “Tutelare l‘immagine personale e professionale non solo dei colleghi interessati al procedimento penale, ma anche dare forza e dignità alla professione forense, troppo spesso percepita come una sorta di complicità con gli assistiti“. Ieri la gip Savina Poli ha sciolto la riserva accogliendo la richiesta della Camera penale, disponendo altri sei mesi di indagini che dovrà coordinare la Procura di Viterbo, la stessa che aveva archiviato il caso parlando di mero “diritto di critica”.

«Siamo molto soddisfatti - ha affermato il presidente della Camera penale di Viterbo Roberto Alabiso -, la gip ci ha riconosciuto come titolari del diritto di querela, e non era scontato. Sottolineando che le offese al singolo difensore possono essere considerate offese all’intera categoria a cui appartiene, perché l’interesse è soprattutto generale. Mi auguro che ora la Procura trasformi il fascicolo inserendo anche i nomi dei responsabili. Da ignoti al noti, ci sono tutti gli strumenti tecnici per farlo».

A sostenere le ragioni della camera penale di Viterbo l’avvocato Andrea Miroli, presidente della Camera penale di Civitavecchia.

© RIPRODUZIONE RISERVATA