Tarquinia, l'imprenditore che si è ucciso
I 5 Stelle: «E' un omicidio di Stato»

Mercoledì 5 Marzo 2014 di Federica Lupino
La struttura dove l'uomo si è impiccato
VITERBO - «Spero che dove vado ci sia qualche cosa da fare e la gente paghi». Poche parole su un biglietto per dire addio a quel mondo da cui lui, imprenditore nautico, si sentiva tradito. Le hanno rinvenute i carabinieri di Tarquinia sotto il corpo di Francesco Evangelisti, 67 anne, trovato impiccato mercoledì nella sua azienda a Tarquinia. Le cita Francesco Maria, il figlio che lavora per il gruppo consiliare del M5S alla Regione, su facebook. «Buon viaggio papà, che la tua speranza sia realtà perché nessuno debba mai più provare questo dolore», gli scrive. Intanto, l'episodio finisce sulla home del blog di Beppe Grillo.



All'origine del gesto, la crisi. Ma non solo. «Il fatto che un uomo con una compagna amorevole, un figlio simpatico e una serie di amici e fans - scrive Francesco Maria - decida di mettere termine alla propria vita dipende da numerosi fattori, oltre che dalla solitudine». E ricorda come il padre, prima della crisi, decise di abbandonare la nautica da diporto per concentrarsi su quella professionale. Insomma, si mette a costruire pescherecci. E però c'è chi non paga, chi aspetta il prestito, chi lo sblocco di risorse Ue. «I primi - ricorda il ragazzo - continuano a non pagare, il mutuo ormai è un miraggio e i fondi europei sono finiti nelle tasche di qualche zoticone ben piazzato negli uffici regionali». E così il padre l'ha fatta finita, lasciando poche righe e una lista dei crediti.



«Non sono suicidi per la crisi: sono omicidi di Stato». Barillari non ci gira intorno. «Questo profondo dramma - scrive sulla home di Grillo - colpisce i genitori di un mio fraterno amico, Francesco. Suo padre ha perso la speranza e non ce l'ha fatta». Perché si aspettava aiuto e non lo ha ricevuto. «Quando un'angoscia profonda si abbatte di colpo su una famiglia a te vicina scopri - attacca - la vera e concreta inutilità delle istituzioni che dovevano garantirti un'esistenza dignitosa, la salute, un lavoro, una casa». Un'accusa diretta, quella di Barillari, a «chi lascia morire i più deboli fra i debiti, per non rinunciare ai propri privilegi di un potere inutile. Assassini di Stato», li definisce. Ultimo aggiornamento: 7 Marzo, 11:05 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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