Gli agenti della polizia penitenziaria di Viterbo: «In carcere temiamo una rivolta»

Giovedì 20 Giugno 2019 di Maria Letizia Riganelli
Il carcere di Mammagialla a Viterbo

«Temiamo una rivolta in carcere e altre aggressioni». Nel giorno in cui il consiglio comunale di Viterbo affronta la situazione del penitenziario del capoluogo, Danilo Primi, agente e rappresentante sindacale dell'Uspp, lancia l'ennesimo allarme. «Non vogliamo finire sotto scacco, come è successo il mese scorso a Campobasso, con alcuni detenuti si sono barricati nella struttura. Ma il rischio che un'eventualità di questo tipo accada è alto. La situazione a Mammagialla è rovente non abbiamo uomini per mandare avanti l'istituto. Non abbiamo forze giovani e le aggressioni al personale sono sempre più frequenti».

L'ultima solo pochi giorni fa, quando un detenuto ha mandato al pronto soccorso tre poliziotti della Penitenziaria con prognosi di 20, 10 e cinque giorni. Da quel giorni la polizia si è messa in sciopero. «Facciamo astensione dalla mensa ha detto ancora Primi -, un gesto dimostrativo che ovviamente ci costa anche in termini di soldi. Vogliamo far capire all'amministrazione centrale che sta diventando sempre più insostenibile».

Oggi il consiglio comunale parlerà di Mammagialla, della situazione di emergenza, del numero di detenuti e delle molteplici aggressioni. Senza dimenticare l'omicidio avvenuto pochi mesi fa e il suicidio, definito sospetto, di un giovanissimo egiziano. Saranno presenti anche amministratori: hanno dato adesione il senatore Umberto Fusco (Lega), il senatore Vittorio Ferraresi del Movimento 5 Stelle, la senatrice Alessandra Maiorino (sempre M5S). Poi i consiglieri regionali Chiara Colosimo (FdI), quella di 5 Stelle, Silvia Blasi, e di +Europa, Alessandro Capriccioli. E ancora il garante dei detenuti del Lazio Stefano Anastasia, i rappresentanti della locale Camera penale.

Ancora in forse, invece, la presenza del direttore del carcere Pierpaolo D'Andria. «Siamo contenti dice ancora il sindacalista che l'attenzione su Mammagialla sia massima, ma abbiamo bisogno di segnali concreti e di fatti, prima che la situazione diventi ingestibile. Presto stabiliremo altre forme di astensione e protesta. E in comunale saremo presenti anche noi». Appuntamento in sala del consiglio è alle 17.

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