Etruschi: scoperte a Vulci tre urne cinerarie, appartenevano a una famiglia del IX secolo a.C.

Etruschi: scoperte a Vulci tre urne cinerarie, appartenevano a una famiglia del IX secolo a.C.
di Marco Feliziani
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Domenica 14 Marzo 2021, 07:35 - Ultimo aggiornamento: 13:34

Vulci, terra di scoperte e di misteri. Lo sanno bene gli archeologi che in questi giorni hanno riportato alla luce nell’ultima campagna di scavo oggetti che aggiungono un nuovo tassello relativo al primo insediamento del popolo etrusco. L’area interessata si trova a un centinaio di metri dall’ingresso al parco archeologico e naturalistico di Vulci, in un piccolo appezzamento di terra della necropoli di Poggetto Mengarelli dove gli studiosi hanno scavato negli ultimi anni oltre centocinquanta tombe, alcune appartenenti all’età del Ferro, in sinergia con la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell'Etruria meridionale e il Comune di Montalto di Castro.

La terra ha restituito agli archeologi tre urne cinerarie in ceramica d’impasto di forma biconica, coperte da una ciotola e sigillate da una lastra di calcare, rinvenute in tre sepolture a “pozzetto” nell’area di scavo. I reperti presentano un apparato raffigurativo molto complesso e appartengono probabilmente ad una famiglia vissuta a Vulci agli inizi del IX secolo a.C.

«Al momento possiamo dire che le due urne di dimensioni maggiori - spiega Carlo Casi, direttore scientifico di Fondazione Vulci - contenevano le ceneri di due adulti, forse un uomo e una donna, mentre l’urna più piccola conservava quelle di un individuo di età tra i 9 e gli 11 anni. Non sono stati trovati oggetti di corredo e questo lascia presupporre un ruolo relativamente modesto del nucleo familiare all’interno della struttura sociale dei fondatori della prima Vulci. Le prossime indagini – conclude Casi - potranno confermare l’ipotesi».

Salvo le restrizioni previste per il contenimento della pandemia, Vulci ha in programma una intensa attività di scavo in cui saranno coinvolte diverse istituti universitari, con l’obiettivo di ricostruire ulteriormente la storia, la cultura, la società e l’espansione dell’insediamento etrusco-romano in questa antica terra. Nella necropoli di Poggetto Mengarelli è altresì in corso un intervento di valorizzazione che porterà i turisti a un viaggio nel tempo attraverso la realtà aumentata. Si tratta di un percorso, fruibile anche ai diversamente abili, in cui si potranno avere tutte le informazioni riguardo al sito archeologico.

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