COVID

Estate 2021, l'incertezza frena gli stabilimenti: «Pronti a partire ma misure da alleggerire»

Sabato 17 Aprile 2021 di Luca Telli
Estate 2021, l'incertezza frena gli stabilimenti: «Pronti a partire ma misure da alleggerire»

Appartamenti verso il sold out ma ancora nessuna certezza sulla data di apertura degli stabilimenti. È il paradosso della seconda estate nell’era Covid. Un ritardo nella comunicazione da parte del governo che impedisce agli operatori di programmare una stagione già in salita, segnata dalla serrata di aprile e dai mancati incassi della Pasqua.

«Abbiamo superato la metà di aprile, ma nessuno ci ha fatto sapere niente – spiega Marco Marzi coordinatore Fedelbalneari Tarquinia -. Le prenotazioni? Stanno arrivando e anche in numero discreto, quello che manca è tutto il resto».

L’ipotesi più probabile è quella di un via libera nella seconda quindicina di maggio come successo lo scorso anno quando cioè, secondo le previsioni, la curva del virus dovrebbe livellarsi verso il basso.

 «Ma non possiamo restare senza una bussola, perché ogni giorno che passa significa più incertezza – continua Marzi -. Non solo per i gestori, ma anche per i lavoratori che aspettano una chiamata».

L’imperativo, e la richiesta, è quello di evitare di rivivere il film visto a marzo: «Molti operatori, specialmente quelli che all’interno degli stabilimenti offrono anche un servizio di ristorazione, erano pronti ad aprire. Alcuni stavano già lavorando da febbraio sostenuti dal meteo – continua Marzi – Poi è arrivata la mazzata delle chiusure con tutto quello che ne consegue. Oggi nessuno è nella condizione di poter perdere tempo e spendere soldi senza un rientro».

L’altra critica, più dura, il coordinatore di FederBalnerari la rivolge al silenzio intorno alle nuove linee guida. Il motivo è sempre lo stesso; l’argine temporale stretto all’interno del quale muoversi per garantire il rispetto delle regole, la sicurezza ed evitare multe che sarebbero commissionate sia al trasgressore che al titolare dello stabilimento.

«Contiamo in un alleggerimento delle misure – spiega -. Credo oggi ci siano le possibilità per farlo». Come, per altro, si sta valutando per cinema e teatri per i quali il ministro Dario Franceschini ha ipotizzato di alzare fino al 50% la soglia degli spettatori, mantenendo distanza di sicurezza e l’utilizzo della mascherina per tutta la durata degli stabilimenti.

Con molta probabilità però il CTS non cambierà il protocollo sanitario. Gli stabilimenti dovranno quindi contingentare gli accessi, creare appositi percorsi di entrata e di uscita differenziati, favorire i pagamenti veloci ed elettronici, ma anche organizzare ombrelloni, sedie, tavoli, poltrone in modo tale da evitare assembramenti. Resterà l’obbligo di privilegiare l’assegnazione dello stesso ombrellone ai medesimi occupanti che soggiornano per più giorni, di igienizzare le superfici prima dell’assegnazione della stessa attrezzatura a un altro utente, anche nel corso della stessa giornata. Di più dovrebbe restare la distanza minima consigliata tra le file degli ombrelloni pari a cinque metri. Dettaglio non di poco conto che costringerà a un ridimensionamento delle postazioni in media del 20%.

 

Ultimo aggiornamento: 18:48 © RIPRODUZIONE RISERVATA