Elezioni provinciali Viterbo, tutti a caccia di 6 voti pesantissimi del Comune in libera uscita

Venerdì 6 Dicembre 2019
La doppia faccia delle elezioni provinciali del 15 dicembre, con il voto riservato solo a sindaci e consiglieri comunali. Da un lato il cannoneggiamento pubblico dei consiglieri uscenti del Centrodestra unito e civici (Alessandro Romoli, Gianluca Grancini, Carlo Pellegrini, Massimo Bambini) contro il presidente Pietro Nocchi (Pd), reo di arroganza e calpestamento delle basilari regole democratiche: ha convocato il consiglio per votare il bilancio di previsione a sei giorni dalle elezioni.

Dall'altro, la ricerca carsica del voto di consiglieri del capoluogo (quattro della lista Viterbo VentiVenti guidata da Chiara Frontini; quindi di Massimo Erbetti del Movimento 5 Stelle; infine di Lisetta Ciambella dell'altro Pd) che al momento non si sono schierati con nessuna delle liste in campo: due di centro destra (Tuscia Tricolore e Insieme per la Tuscia) e due di centro sinistra (Tuscia democratica e Per i beni comuni).

In totale sono sei voti. Assai appetibili per chi concorre per la conquista di uno scranno, in quanto pesanti: grazie al calcolo ponderato dei consensi che i 750 aventi diritto depositeranno nell'urna, il comune capoluogo esprimerà di fatto la metà dei componenti l'assemblea di via Saffi: nel 2017, furono 5 su 12. Come e dove si distribuiranno quei sei voti? Di fronte al silenzio degli appetibili e all'avarizia delle indiscrezioni, si può tirare a indovinare.

La Ciambella potrebbe far mancare l'appoggio a Per i Beni comuni, capitanata dall'ex sindaco di Corchiano, Bengasi Battisti. La consigliera vicina all'ex deputato Giuseppe Fioroni punterà su chi potrà darle un minino di voce in capitolo sulle vicende amministrative, dopo la dolorosa defenestrazione dal parlamento. Poi Massimo Erbetti (M5S) è corteggiato dalla lista Tuscia democratica, dove compare Giacomo Barelli col quale va a braccetto nella Sala d'Ercole per far ballare il sindaco Giovanni Arena.

Più difficile ipotizzare come si comporterà Chiara Frontini con i suoi sodali: considerando che i loro cuori battono a destra, dovranno scegliere tra i moderati di Insieme per la Tuscia o i radicali di Tuscia Tricolore? O astenersi, come hanno annunciato?

Intanto, va registrato che Romoli&c. si sono accampati negli ultimi giorni negli uffici di palazzo Gentili per predisporre un numero monstre (oltre 2.000) di emendamenti al bilancio di previsione 2020-2022, in discussione il 9 e il 10 dicembre. L'obiettivo? Dar vita a un siparietto di propaganda autoreferenziale, visto che il consesso di palazzo Gentili non è più appannaggio del voto dei cittadini.
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