Edilizia, boom con 110% e bonus facciate. Crescono nuove imprese e occupazione

Edilizia, boom con 110% e bonus facciate. Crescono nuove imprese e occupazione
di Luca Telli
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Mercoledì 4 Agosto 2021, 06:35 - Ultimo aggiornamento: 5 Agosto, 11:03

Il 110% e bonus facciate al 90% spingono l’edilizia. Boom di nuove imprese, 49 solo nell’ultimo semestre, cresce anche l’occupazione: 300 le unità in più registrate da cassa edile. Un’onda destinata a salire spinta dalle nuove regole introdotte nel decreto legge 77 (Dl Semplificazioni) che, attraverso cinque modifiche procedurali su requisiti e adempimenti (cappotto termico, Cila, violazioni formali) rende più facile ottenere il Superbonus.

«Nel viterbese gli effetti dei provvedimenti stanno dando risultati migliori di quanto sta succedendo in altre realtà -spiega Andre Belli, presidente Ance Viterbo (associazione nazionale costruttori edili) –. La ragione ha una doppia lettura: da una parte la Tuscia ha dimostrato di avere un tessuto imprenditoriale sano capace di rispondere in maniere più rapida a quanto le procedure richiedono, dall’altra la dimensione ridotta tipica della provincia permette di accelerare molto i tempi della burocrazia».

Quella burocrazia, tallone d’Achille per le imprese, che ha amplificato la crisi con la quale il settore edile convive, a ritmi alterni, dal 2007. «Gli effetti del 110% come del bonus facciate al 90% richiesto soprattutto all’interno dei centri storici, dove il primo ha minore effetto per problemi legati alla natura del provvedimento che tende ad escluderli per mancanza di una serie di requisiti necessari, è solo all’inizio – continua Belli -. Gli incentivi sono formalmente in piedi da un anno, ma i lavori, nella sostanza, sono partiti da 3 mesi appena con una lunga serie di progetti ancora in corso di lavorazione».

Se nell’immediato, per le imprese. i problemi maggiori sono legati all’aumento dei prezzi delle materie prime, fisiologico nel momento di crescita della richiesta, nel lungo periodo potrebbero essere ben più seri legati allo scoppio della bolla, creata proprio da questi strumenti, con ricadute a pioggia sull’occupazione e sulla lunga filiera che l’edilizia, primo motore economico per il numero di rami che coinvolge, porta con sé.

La conferma della data di scadenza al 30 giugno 2022 per coloro che vogliono usufruire del bonus come persone fisiche su unità unifamiliari, e la proroga alla stessa data per interventi edilizi su un edificio di proprietà con massimo 4 unità immobiliari, non bastano «dobbiamo arrivare fino al 2023 almeno per dare soddisfazione a tutte le richieste», aggiunge Belli.

Termine, quest’ultimo, per ora riservato solo agli Iacp (Istituti Autonomi Case Popolari) che potranno usufruire dell’agevolazione fino al 30 giugno 2023 con proroga al 31 dicembre qualora, entro il termine di giugno, avranno raggiunto almeno il 60% dei lavori totali.

«L’idea potrebbe essere quella di allungare gli incentivi secondo un modello decrescente – conclude Belli -.  Superbonus al 90% invece che al 110%, bonus facciate da 90% al 75%. Su questo però serve chiarezza da subito. Le imprese, per funzionare, hanno bisogno di due cose: certezze, che non si esauriscono attraverso proroghe annuali ma con un piano a lungo termine, e stabilità governativa».

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