Covid, a Viterbo superati i 50 casi a settimana ogni 100mila abitanti. Un anno fa era peggio

Tamponi in corso
di Federica Lupino
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Mercoledì 27 Ottobre 2021, 07:15 - Ultimo aggiornamento: 21:05

Viterbo tra le 16 province d'Italia ad aver raggiunto il valore-soglia di 50 casi a settimana per 100.000 abitanti. È quanto indicano le analisi del matematico Giovanni Sebastiani, dell'Istituto per le applicazioni del calcolo del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr). Nello specifico, Viterbo ha raggiunto il livello di 52.

Peggio della Tuscia, tra gli altri, fanno Trieste (184), Catania (101), Rieti (96), Forlì-Cesena (74), Rovigo e Reggio di Calabria (69), Terni (62), Fermo (57), Pisa (55). Un trend che si sta allargando ad aree sempre più vaste della Penisola, visto che nel giro di pochi giorni giorni è aumentato da 30 a 45 il numero delle province nelle quali il valore dell'incidenza è salito di almeno il 40% rispetto a quello dei sette giorni precedenti. Ma per il Viterbese nessun allarme da parte dei sanitari: seppur in aumento, la curva è stabile tra i 20 e i 25 casi odierni, spiegabili con la riapertura di tutte le attività e l'aumento, quindi, delle occasioni di rischio.

Che il contagio si stia allargando lo conferma anche l'ultimo bollettino. I decessi, innanzitutto. Il 7 ottobre nella Tuscia era stata registrata l'ultima vittima della pandemia, la 460esima: una 79enne residente nel comune di Lubriano. Ieri due i morti: un uomo di 77 anni di Vasanello da giorni ricoverato a Malattie infettive di Belcolle, se ne è andato per le complicazioni polmonari legate al contagio; una donna 81enne di Montefiascone che era arrivata al pronto soccorso dell'ospedale di Viterbo in gravi condizioni per altre patologie ed è risultata positiva al tampone. Un decesso, quest'ultimo, non ascrivibile alle conseguenze dirette del virus.

I casi, invece, sono stati 24. Peculiare la distribuzione geografica: 17 comuni diversi. Doppia la chiave di lettura data dai sanitari: da un lato, significa che non ci sono cluster significativi sul territorio provinciale; dall'altro, però, una simile dislocazione frammentaria dimostra come il Covid-19 circoli ormai in maniera diffusa.

Rispetto all'età, ieri quasi un terzo dei nuovi casi ha coinvolto minori: sono 7 su 24 (il più piccolo ha due anni). La persona più anziana contagiata è un 80enne. Per quanto riguarda i ricoverati, al momento sono dieci: il più grande è nato nel 1929, mentre i più giovani sono due pazienti del '69. Nessuno è in terapia intensiva. Attualmente positivi in provincia ci sono 325 persone. Se si confronta però la situazione con un anno fa, i numeri assumono una allure meno tetra: il 26 ottobre 2020 la Asl aveva riscontrato 11 nuovi contagiati e un decesso. I ricoverati erano invece 67 e i positivi in provincia 1.719.

Insomma, una situazione decisamente diversa.

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