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L'INTERVISTA/ Parla Michelini:
"Ecco come rivoluziono Viterbo"

L'INTERVISTA/ Parla Michelini: "Ecco come rivoluziono Viterbo"
di Simone Canettieri e Giorgio Renzetti
5 Minuti di Lettura
Giovedì 17 Ottobre 2013, 16:06 - Ultimo aggiornamento: 18 Ottobre, 11:45
VITERBO - Leonardo Michelini in maniche di camicia, ma in cravatta, dentro la Sala Rossa, il suo ufficio a Palazzo dei Priori. Sulla scrivania del sindaco sono affastellati i dossier pi caldi della citt. I primi cento giorni, traguardo molto giornalistico per capire cosa cambiato e se cambiato, sono ormai passati da un pezzo. Ora la prossima asticella Natale: termine entro il quale la nuova amministrazione inizier a mettere le mani sulla chiusura del centro storico, sogno proibito della citt dei papi. In mezzo, per, ci sono i progetti che Michelini ha gi in ponte e, soprattutto, i bottoni da pigiare per azionare le leve strategiche di Viterbo: termalismo, urbanistica, Francigena, centro storico e frazioni. L’intervista dura un’ora. La politica, con il congresso del Pd in atto e le primarie vicine, solo la postilla a questa conversazione. Perch, come spiega il sindaco, rimango un imprenditore e mi interessa lo sviluppo della citt, dopo viene tutto il resto.



TERMALISMO

Si inizia dalle ex Terme Inps: Abbiamo ottenuto un bel risultato - dice - perch la Regione si comportata come un padre di famiglia. La propriet resta indivisa al 50% ma cos possiamo subito pensare alla ristrutturazione e al rilancio dell’immobile, senza passare da una societ mista e da un consiglio d’amministrazione che sarebbero costati alla fine oltre 200.000 euro. Al pi presto saremo sul mercato, chiedendo le manifestazioni d’interesse agli imprenditori intenzionati a un progetto in grado di creare tra gli 80 e 100 posti di lavoro. Per il sindaco questa operazione cela una strategia: vuole creare il Prg delle acque termali. Un piano regolatore, cio, che leghi l’aspetto urbanistico a quello delle acque. Il principio che ispira il suo ragionamento questo: la competizione nel settore ricettivo del benessere necessaria. E’ il caso - continua Michelini - dei progetti dell’ex Oasi e di Paliano. Dobbiamo partire da un ragionamento diverso: attualmente disponiamo di 70 litri al secondo in grado di soddisfare tutti i progetti in essere senza creare il disequilibrio nella falda, patrimonio della citt. D’ora in poi al posto delle cubature occorrer parlare prima dell’acqua: inutile autorizzare grandi lottizzazioni se non c’ un adeguato flusso in quella zona. Altrimenti... . Altrimenti si rischiano speculazioni edilizie: il privato senza materia prima si troverebbe ”costretto” a trasformare quelle cubature in complessi residenziali. Villette, con una buona pace delle terme.



URBANISTICA E LAVORI PUBBLICI

Edilizia pubblica popolare e quella contrattata: ovvero il Peep dell’Acquabianca e i trenta piani integrati chiusi ormai da anni nei cassetti degli uffici di via Garbini. Come intende muoversi il Comune su questi due fronti cos cari al comparto edilizio di Viterbo? Michelini parte dal primo problema: All’Acquabianca, come si sa, c’ un piano di zona in parte costruito e in parte in via di lottizzazione. Mi auguro che sia interamente completato. Anche se la parte privata gi a buon punto, mentre quella pubblica, legata alle cooperative, stenta a decollare. E qui arriva la notizia: Ora sono stati allungati i termini per l’assegnazione dei lotti rimanenti e ci sono nuovi imprenditori interessati. Con i miei occhi ho visto la proposta di 100 appartamenti in convenzione con il ministero di Grazia e Giustizia. Quindi non all’ordine del giorno lo spostamento delle cubature non assegnate, puntiamo appunto a completare il Peep dove si trova ora. La svolta vera riguarda i Piani integrati. Alcuni, la minor parte, saranno salvati; molti altri finiranno nel cestino. Ancora il sindaco: Individueremo gli obiettivi di crescita della citt, i piani che rientrano nello sviluppo pubblico verranno esaminati, al contrario dei programmi integrati nelle zona agricole. In questo caso sbagliarono a suo tempo le amministrazioni: hanno fatto buttare soldi ai privati. Michelini quest’ultimo passaggio lo scandisce lentamente: Non voglio consumare ulteriore suolo. Un conto, ragiona, sono le cubature dismesse che possono essere recuperate, altra faccenda le zone verdi da aggredire. Ragionamento finale: L’espansione edilizia va ragionata in prossimit della citt dove ci sono gi le opere di urbanizzazione, altrove non serve.



FRAZIONI

San Martino, Bagnaia e Grotte Santo Stefano: ragionare in termini di delocalizzazione delle frazioni non mi piace. Il sindaco punta, piuttosto, a integrare i terminali con il cuore, il capoluogo. Come? Fanno parte dello stesso Comune e quindi i problemi vanno affrontati contestualmente. Mi spiego: la zona artigianale un problema sia per Viterbo che per Grotte Santo Stefano. I centro storici: dobbiamo parlare di quelli di San Martino e Bagnaia insieme con Viterbo citt. Gli interventi non vanno slegati.



FRANCIGENA

A giorni verr pubblicato il bando per la selezione dell’amministratore delegato della Francigena, unica partecipata in vita del Comune. Ficcata: Non c’era bisogno della Frontini per fare queste cose: io l’avevo detto gi in campagna elettorale. I requisiti del futuro manager? Deve conoscere la mobilit urbana. Quanto guadagner? Poco: meno del sindaco. Io prendo 3.100 euro al mese



CENTRO STORICO

E qui si tocca il tasto dolente, futuro tormentone delle prossime settimane. Il Comune vuole iniziare a mettere le auto in fuorigioco prima di Natale. L’idea quella di iniziare a chiudere il traffico alle auto a partire dal primo quadrante medievale. Faremo assemblee pubbliche con i cittadini - spiega il sindaco - non abbiamo soluzioni preconfezionate. Parleremo prima con i residenti. Se poi sar un’area a traffico limitato in alcune ore oppure dovremo limitare i permessi auto si vedr. Di sicuro, Palazzo dei Priori ha in mente una piccola indagine per capire quanti permessi sono stati concessi finora rispetto alle singole unit immobiliari abitate. Il semaforo rosso alle quattro ruote porta con s un ossimoro efficace: Bisogna chiudere il centro per aprirlo. Tradotto: l’amministrazione vuole riportare la vita dentro le mura. Come? Rilanciando l’idea del consigliere Marco Ciorba creeremo nell’ex tribunale di piazza Fontana Grande la casa delle associazioni di volontariato. Allo stesso tempo, arrivato il momento di dismettere gli uffici dove paghiamo gli affitti per portarli in centro. Stesso discorso per i nostri immobili vuoti che potrebbero ospitare edilizia popolare.



LA POLITICA

Il finale dedicato al Pd, partito vicino al sindaco civico. Primo concetto: Non voter al congresso provinciale perch non sono un iscritto. E alle primarie?S, andr a votare. Per chi? Prima voglio leggere i programmi....
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