Comune, parte la critica interna. Galati: «Non brilla nessuno, inversione totale o voto»

Comune, parte la critica interna. Galati: «Non brilla nessuno, inversione totale o voto»
di Massimo Chiaravalli
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Martedì 8 Giugno 2021, 06:30 - Ultimo aggiornamento: 12:32

«O siamo in grado di provocare una repentina e totale inversione di tendenza, o restituiamo ai cittadini il compito che ci hanno affidato». E quindi tutti alle urne. Perché? Secondo il consigliere della Lega Vittorio Galati le cose che non vanno a Viterbo sono tante. E il sindaco Giovanni Arena con il suo comportamento non contribuisce a migliorarle.

Il Galati pensiero è la sintesi del malcontento che serpeggia in questi giorni. Solo che a esplicitarlo, stavolta, è un consigliere di maggioranza. «Da tempo vedo che le cose non vanno – dice - e pungolo l’amministrazione. Se dobbiamo continuare così, che senso ha?». Il suo «sembra un manicomio» è un’estremizzazione ironica della situazione, ma lascia intravedere i motivi, quelli seri. «Da città di arte e di cultura, la nostra amata Viterbo è ridotta a discarica del Lazio, a luogo dove esiste un pessimo servizio idrico con costi saliti, dalla nascita di Talete, a livelli record rispetto al resto d’Italia».

C’è poi la sempreverde questione del verde: «La città è ridotta a giungla con cinghiali circolanti – continua Galati - in attesa che arrivino gli zebù. Le strade sono ridotte in condizioni tali che paesi africani si vergognerebbero se le avessero di simili. Per non trattare di altro: non c’è un settore dell’amministrazione che brilli particolarmente per operatività. Ovviamente trascurando gli sparuti commenti di autolesionisti sostenitori ad occhi chiusi». E Arena che fa? Dopo tante proteste dei cittadini, pubblica su Facebook una sua foto con i capelli dritti. «Di fronte a questo sfacelo, rispondere con pagliaccesche scimmiottature abbassa ancora di più, se possibile, il livello e il decoro dell’amministrazione».

Da qui l’amara considerazione: «O siamo in grado di provocare una repentina e totale inversione di tendenza, o dobbiamo restituire ai cittadini il compito che gli stessi ci hanno affidato, non certo con l’intenzione di ottenere i risultati che appaiono quotidianamente e drammaticamente davanti ai nostri occhi». Il tempo ragionevole per vedere migliorare lo stato delle cose sarebbe di «massimo 4 o 5 mesi». Altrimenti tutti a casa? «Io sono uno, dico solo la mia».

Un consiglio al sindaco? «Non li prende da me, si vede che pensa di essere più bravo. La Lega? Non mi sono confrontato, è una mia posizione». Il consiglio ha votato per l’invio in Procura del verbale dell’ultima seduta, dopo le affermazioni della consigliera Ombretta Perlorca, secondo la quale qualcuno girava per uffici cercando di rallentare le pratiche del marito, l’ex assessore Enrico Maria Contardo. «Se fosse vero quanto raccontato – conclude Galati - sarebbe di una gravità inaudita. Ma va provato».

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