Polo della ceramica, i lavoratori hanno detto sì al nuovo contratto

Polo della ceramica, i lavoratori hanno detto sì al nuovo contratto
di Ugo Baldi
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Mercoledì 20 Gennaio 2021, 12:51 - Ultimo aggiornamento: 21:30

Sciolta la riserva dei sindacati dei ceramisti sul rinnovo del contratto collettivo di lavoro. Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil hanno comunicato a Confindustria ceramica che l'ipotesi di accordo, firmato a dicembre, è stata approvata dai lavoratori del settore.

Nel polo industriale di Civita Castellana interessa circa 2.500 persone, tra addetti nel settore dei sanitari e delle stoviglierie.Per la parte economica (aumento di 76 euro in media) arriveranno in busta paga 30 euro dal 1° gennaio di quest'anno; poi dal 1° gennaio 2022 altre 20, dal gennaio 2023 ulteriori 26. Il nuovo contratto è entrato in vigore dal 1° gennaio scorso e scadrà il 30 giugno 2023.

«Questo contratto - ha spiegato il segretario nazionale della Filctem, Sonia Tosoni - è uno di quelli che rimette al centro dell'attenzione le persone e il loro lavoro. C'è un riconoscimento concreto in termini economici, il settore è uno di quelli che ha sofferto meno la crisi anche se si deve tenere alta l'attenzione nei prossimi mesi. Tra i passi in avanti c'è anche quello sulle aziende che lavorano con gli appalti: è stato preso da parte loro l'impegno di collaborare con le imprese che applicano i contratti nazionali di lavoro».

Dunque, anche i lavoratori dell'indotto possono beneficiare di questo accordo.

Nella sede della Filctem a Civita Castellana, dopo che sono state sospese le assemblee a causa del Covid, il segretario Mauro Vaccarotti - insieme alla segreteria - per le consultazioni con i lavoratori ha messo in piedi una rete di collegamenti internet. Coinvolti delegati, Rsu, Rsl per arrivare a conoscere il parere degli iscritti.II nuovo contratto nazionale prevede miglioramenti nei permessi parentali, part time per i pazienti oncologici e tutela dei disabili, il delegato alla formazione, il potenziamento degli osservatori aziendali e nazionali dei grandi gruppi, la nascita di commissioni paritetiche nazionali per gli inquadramenti e orario, il consolidamento delle relazioni industriali a tutti i livelli. Sul fronte del welfare contrattuale, si incrementa dello 0,2% (4 euro a regime medio) l'aliquota contributiva a carico dell'azienda al Foncer (fondo di previdenza complementare). 

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